Se l’UDC non vuole governare

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Marchesi e Chiesa, Chiesa e Marchesi, o se preferite Cip e Ciop o Stanlio e Ollio. I due capoccioni UDC stanno usando il meglio del loro repertorio comico per cercare di spiegare ai Ticinesi come nonostante abbiano vinto la votazione “Prima i nostri”, non abbiano ancora fatto niente. Scrivono al Corrierone per lagnarsi, per tirare fuori pezzi di patria come fette di prosciutto da buttarci sugli occhi.

Insomma, quasi offesi e amareggiati i due guitti. E allora sentiamo le loro lamentele, perché sapete, non sono loro, è il Consiglio di Stato che fa melina. Infatti, la loro opinione è così sobriamente titolata: “Se il Consiglio di Stato non vuole governare”

“Noi, oggi, ci permettiamo di dare la medesima risposta non a un giornalista, ma al presidente (…) Paolo Beltraminelli, e a tutto il Governo ticinese. Presidente che, rispondendo a una nostra lettera con la quale chiedevamo all’Esecutivo (…) di avere un ruolo attivo nell’applicazione di «Prima i nostri» e soprattutto di istituire un tavolo di lavoro per tradurre in realtà l’iniziativa votata lo scorso settembre, anche in questi giorni ha scelto di non scegliere. E ha intenzione di mettere la patata bollente della volontà del 58 per cento dei cittadini ticinesi nelle mani del Gran Consiglio (…)”

Cari Cip e Ciop. La vostra tavola rotonda non la vuole nessuno. Non la vogliono i partiti, non la vogliono i sindacati, non la vuole la Camera di Commercio. Loro vogliono che siate VOI, che avete promosso l’iniziativa, a creare una commissione, con maggioranza VOSTRA per spiegare al Ticino cosa stracacchio intendevate. Per dire a quel 58% dei votanti COME attuerete le vostre misure di preferenza indigena. E già che ci siete spiegate ai Ticinesi perché, con una cambiale in bianco tra le mani come la proposta della commissione, non vi muovete di un centimetro ma continuate a chiedere l’aiuto degli altri. Un partito, se propone una soluzione, deve essere capace di attuarla non di chiedere agli altri di togliergli le castagne dal fuoco. Sennò domani facciamo un’iniziativa per non pagare più le tasse e, quando la vinciamo, chiediamo una tavola rotonda con UDC e Lega che ci spieghino come fare. E non dimentichiamo che il convitato silenzioso di questa tavola è proprio la Lega, che stranamente nonostante sia piena di fringuelli non cinguetta un cip sulla questione.

I comici Marchesi e Chiesa terminano con un bel finale, un “coup de théâtre” degno dei migliori saltimbanchi, quando girando la frittata e chiedono: “Che il presidente del Governo e l’Esecutivo smettano dunque di chiamarsi fuori. L’UDC, da un Esecutivo, pretende un’assunzione di responsabilità immediata, senza tentennamenti e conforme alla legge.”

Applausi.

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