Teddy Girl e Barbie Boy

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L’altro giorno stavo tranquillamente mangiando e mia moglie stava sfogliando il settimanale Cooperazione. Sento sbuffare, un bofonchiare irato e poi sbotta:

  • “Guarda! Hanno creato la femmina a Teddy (l’orsetto di cioccolato della Lindt) e non le hanno nemmeno dato un nome! L’hanno chiamata Teddy girl!”
  • Io guardo con fare tra l’assorto e guardingo con il cucchiaio a mezz’asta: “Eh già”
  • “No, scusa, quando hanno fatto la Barbie, poi hanno inventato il coso… Ken, no? Gli hanno dato un nome, mica l’hanno chiamato Barbie boy!”
  • “In effetti” ammetto.

E mi rendo conto in un lancinante lampo di luce che il sessismo è strisciante e presente in ogni angolo, basta ribaltare i termini. Potevano chiamarla Tedda. Oppure Ornella. No, la povera orsacchiotta di cioccolato è, come al solito, una costola del maschio. Una biblica propaggine all’originale, che declina sempre al maschile.

Un consiglio alla Lindt. Il prossimo Natale, create l’orsetta Mafalda e accanto per il nome del maschio mettete: il marito di Mafalda.

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