“Trump ha vinto, ma Clinton ha perso”

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Dico subito che non condivido il coro di “moriremo tutti” che sta accompagnando l’elezione di Donald Trump.
Certo, è impresentabile, è misogino, razzista, populista e tutto quello che volete. O almeno è l’immagine che ha dato di sé. Vedremo i fatti. 
Ma di lui al momento mi preoccupa seriamente una sola cosa: l’antiambientalismo. Sul resto sono convinto che si modererà. Anzi: è sempre stato molto più moderato di quanto è apparso.
La società moderna è questa: viviamo in un mondo in cui i media riempiono continuamente di balle la gente. Non ce l’ho con i giornalisti, ma con tutto il sistema della comunicazione. Pubblicità che fanno a chi la spara più grossa, film che si basano su assunti demenziali e promuovono eroi superumani, titoli ad effetto, siti che promettono di svelare misteri inesistenti. Trump ha cavalcato questo modo di comunicare basato sull’eccesso e sull’iperbole, e la gente lo ha seguito. Da un lato i beceri, che non aspettavano altro che qualcuno che dicesse loro “spazziamo via tutto”, dall’altro la massa, che ha interpretato le parole di Trump usando il filtro Marvel (“chiaro che son cazzate, poi cambierà, ma è troppo figo”). La gente ha capito che il 90% di ciò che Trump diceva erano cazzate, ma gli è piaciuto il 10% restante. Mentre non gli è piaciuto il 100% di Clinton, verità o balle che fossero.
L’elezione di Trump è frutto dell’attuale cultura occidentale, un mondo in cui Cristiano Ronaldo guadagna 1000 volte di più di chi fa ricerca contro il cancro, un mondo in cui una cartuccia d’inchiostro costa poco meno di una stampante.
Questo mondo, questo sistema, ora è stato vittima di se stesso.
Inoltre se Trump ha vinto, Clinton ha perso. E questa per me è una buona notizia. Di lei mi piaceva solo una cosa: che è una donna. Ma rappresenta una sinistra che ormai ha passato la linea e si è spostata su posizioni che 20 anni fa tutti avrebbero considerato di destra. Gli Stati Uniti volevano il cambiamento e l’unico con i mezzi necessari a proporglielo era un miliardario.
L’avrei votato? No. C’è il rischio che mandi tutto a puttane? Sì. C’è il rischio che venga assorbito dal sistema? Sì.
D’altro canto all’economia, ai globalisti, all’establishment, alla sedicente sinistra (oh: questo ha preso i voti DAGLI OPERAI!) è arrivato un segnale chiaro e inequivocabile: c’è voglia di cambiamento, a costo di cambiare in peggio. E questo per me è positivo, perché dimostra due cose: non siamo ancora anestetizzati al punto da subire passivamente il Grande Fratello e, soprattutto, è ancora possibile DIMOSTRARE di non essere anestetizzati.
Non so se Trump sia effettivamente l’idiota che appare, ma anche se lo fosse credo che questo segnale valga 4 anni di idiozia al potere.

Gino Ceschina

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