Uso del termine “buonista”

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Di

– Abbiamo con noi il professor Johnny Donati, esperto di sociologia di Facebook. Buongiorno, caro professore.

– Buongiorno a voi.

– Il professor Donati ci parlerà di un fenomeno molto diffuso al giorno d’oggi. L’uso del termine “buonista”. Professore, potrebbe darci una definizione di tale vocabolo secondo l’uso corrente?

– Con vero piacere. Il termine “buonista” è usato con accezione molto negativa dagli xenofobi per definire le persone che mostrano segni di umanità verso il prossimo quando per “prossimo” si intende “persona proveniente da zone del pianeta che non fanno parte della Svizzera”. Per lo xenofobo la disponibilità all’accoglienza non è sinonimo di solidarietà ma buonismo, ossia voglia di mettere in mostra virtù morali puramente di facciata, dato che certe manifestazioni di civiltà vengono da lui reputate psicologicamente impossibili. Spesso l’uso del termine “buonista” è accompagnato dall’individuazione di preferenze politiche ritenute esecrabili dallo xenofobo in vena di epiteti. Quindi il bersaglio delle offese diventa un “buonista di sinistra”.

– In quali contesti è usato di preferenza il termine?

– Al bar e su Facebook. Spesso il marchio del buonismo viene affibbiato per chiudere una discussione con una sentenza inappellabile. Dicendo “buonista” lo xenofobo è inspiegabilmente convinto di opporre un argomento inconfutabile, capace di cancellare ore di argomentazioni progressiste.

– Ma facciamo un esempio. Entro in un bar e saluto tutti. Sono buonista?

– Dipende.

– Da cosa?

– Dobbiamo distinguere due casi. Quando i destinatari del saluto sono individui autoctoni, ossia nati e cresciuti nelle immediate vicinanze del suddetto bar, il saluto viene accettato di buon grado come manifestazione di cortesia. Se invece tra gli avventori vi sono individui di provenienza non adeguatamente elvetica, il saluto può essere tacciato di buonismo (di sinistra per giunta) da qualche xenefobo. Qualcuno, per rimarcare l’entità di tale buonismo, può spingersi ad aggiungere altre farneticazioni: “Salutare è facile, son buoni tutti. Ma perché non li ospita a casa sua?”.

– Capisco. Grazie professore.

– Grazie a voi.

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