Zali col PS e la Lega contro. Siamo all’assurdo

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Che la coerenza non sia un valore per i leghisti già lo sapevamo. Anzi, la cosa bella è che possono farsi la guerra tra di loro, facendo uno una cosa e uno l’altra senza tema di perdere voti. Il leghista medio non si capisce esattamente cosa voti. Zali che è a favore della tassa sul sacco cantonale? O i parlamentari che sono contro e votano il rapporto del PPD? Gobbi che piazza radar ogni due metri? O la tassa sui radar espressa a suo tempo dal compianto Giuliano Bignasca?

Oggi siamo al teatrino dell’assurdo, con un messaggio del ministro leghista Zali mirato a istituire, come da proposta socialista del 2009, una tassa generalizzata sul sacco per tutto il cantone. Il principio è semplice e talmente stupido che non capirlo è un atto doloso.

1) Chi inquina paga. Meno inquini meno paghi. Separa correttamente i rifiuti e la tassa ti peserà di meno;

2) Tutti produciamo rifiuti, e bisogna smaltirli per forza. Non paga lo spirito santo. E buttarli nella scarpata o nei cassonetti dei pochi comuni che non ce l’hanno ancora è da irresponsabili e parassiti. La tassa copre unicamente lo smaltimento dei rifiuti, come la tassa fognaria paga la nostra cacca che va al depuratore così da non doverla fare in giardino.

Ma i deputati leghisti vanno contro il ministro del territorio, consegnandogli un bel due di picche e promuovendo la visione obsoleta e ipocrita del PPD. È Sabrina Aldi, paladina degli animali ma evidentemente non dell’ambiente, che dice:

Il gruppo della Lega sosterrà compatto la proposta del PPD che propone di respingere l’iniziativa introducendo il principio di causalità, ma lasciando libertà ai Comuni sull’emanazione del regolamento e sulle modalità di concretizzazione di tale principio.”

Così la Lega porta avanti l’assurdo concetto che la tassa sul sacco sia una cosa iniqua, quando serve solamente a smaltire il pattume. Nessuno di noi vorrebbe le strade del Ticino come quelle di Roma o di Napoli quando la camorra boicottava la raccolta. Vogliamo anche noi le montagne di rifiuti? Eh sì, perché il comune, che si sobbarca quasi interamente l’onere, in qualche modo deve provvedere. Qui siamo alle solite, la Lega vuole la botte piena e la moglie ubriaca, sventolando alla gente false promesse e poi dando, come al solito, la colpa agli altri se le cose non funzionano. Scommettiamo che sarebbero i primi a lamentarsi del disservizio se la spazzatura non venisse smaltita celermente e correttamente. Inoltre non scordiamo che i comuni che ancora non implementano la tassa vivono nell’illegalità, essendo la legge abbastanza chiara sul riparto dei costi. È chiaro il socialista Durisch nel ribadire: “Mettiamo subito questa tassa, senza attendere quei Comuni recalcitranti che volutamente non compiono il passo e restano nell’illegalità”.

E sempre a proposito dell’incoerenza leghista, come non notare la brillante attività social del Boris. Schieratosi duro e puro contro il suo Direttore, e facendo rivoltare nella tomba il povero Churchill, ha difeso strenuamente l’opposizione al “fetido balzello” mentre lo stesso Zali ricordava che il principio che ha animato la sua azione dovrebbe essere compreso anche da quel “villaggio gallico in riva al Ceresio” che, ricordiamo en passant, è retto da tre leghisti e che, per decenni, è stato gestito da Giorgio Giudici col suo braccio destro: il babbo del Boris.

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