Cagnolini, gioia per dei morti, Madonne e odio razziale

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Su Facebook si è venuta sempre più a creare una costante che, vuoi per voyerismo vuoi per masochismo brutale, capita venga notata anche da chi, come il sottoscritto, ha la fortuna di fare un uso dei social quantomeno da persona normale.

La costante è l’incredibile rapporto che lega gli auguri di morte a chi ha la pelle scura e le immagini natalizie, i “Bosia Mirra criminale” e gli elogi a Putin, le feste per ogni barcone rovesciato nel Mediterraneo e le immagini della Madonna e di Gesù bambino, il menefreghismo totale nei confronti di larga parte dell’umanità e cagnolini pucciosi, il non saper neanche indicare su una cartina Aleppo ma essere strasicuri che quei siriani in fuga rubano il lavoro. Il loro? No, ma qualcosa ruberanno di certo – via, raus!

Il travaso di bile costante, il bisogno di avere sempre, sempre un nemico. Viene da chiedersi come viva questa misera gente, che disagio abbia se sente il bisogno continuato di prendersela con qualcuno. E quel qualcuno, singolare ma non troppo, non è mai il potente di turno, non è mai appartenente a quella categoria di squali che ha rubato il presente a molti e il futuro a gran parte dei giovani. No, il bersaglio è sempre il debole, l’indifeso, il forestiero, il rifugiato. Per gli odiatori di professione – ma tutti col Crocifisso al collo, mi raccomando – il problema è il richiedente asilo, non chi l’ha obbligato a scappare con due stracci e, se quando, con la famiglia o parte di essa. Per loro il problema è il rischio che qualcosa, ma proprio qualunque cosa, rovini la staccionata del proprio orticello. E vabeh, opinioni.

Opinioni che cozzano con tutto il resto però. Perché se esibisci orgoglioso papa Francesco e Madonne varie, poi non tradisci l’universale messaggio di apertura e solidarietà del cristianesimo augurando bonariamente la morte a degli esseri umani. Se ti preoccupi perché Fido e Fufi trovino presto una casa perché oh gesummaria che dolci che sono, sei una persona sensibile, certo, ma se al contempo ti sfreghi le mani con baldanza di esseri umani che muoiono qualche corto circuito nel cervello l’hai. E qui si esce dal campo delle opinioni per entrare in quello della neuro.

Ma d’altronde, si fa per diletto, si è smesso da tempo di arrabbiarsi. Primo perché chi è irrecuperabile è irrecuperabile, secondo perché aspettarsi qualcosa da Facebook – chessò, un tappo – è impossibile e perdita di tempo. Cosa ci si può aspettare da chi accoglie pagine nazifasciste e fake news a gogo mentre banna due tette? Che lasci convivere serenamente cagnolini e gioia per dei morti, Madonne e odio razziale. Nulla più.

O tempora, o mores!

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