Céline Amaudruz ciucca ci insegna come ragiona l’UDC

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Céline Amaudruz, parlamentare ginevrina dell’UDC, è stata beccata brilla al volante. Niente di strano. I nostri politici ormai ci hanno più abituato alle alzate di gomito che a quelle di mano.

Emblematico è invece il comportamento che ha tenuto la signora, tipico di quella destra arrogante e sbruffona, quella che vuole mettere le regole agli altri ma quelle stesse regole non valgono per loro (Lega docet).

Prima se n’è fregata degli agenti che le avevano intimato l’alt. Una volta fermata, ha tirato fuori il fatto che lei fosse una parlamentare, come se questo ci permettesse di gironzolare al volante ubriachi e, non contenta, ha terminato col più classico e squallido dei “lei non sa chi sono io”.

A quel punto se io fossi stato un agente, anche se non ne avessi avuta l’intenzione, l’avrei portata in centrale. Anche solo per farle capire, alla “parlamentare”, che la legge che lei dovrebbe difendere è uguale per tutti. Infatti è quello che è successo. Siamo in Svizzera perdio, mica nella repubblica di capperopoli.

Lì, l’allegra Céline, non paga della sua arroganza, ha addirittura chiamato il Consigliere federale Parmelin che, mica scemo, le ha detto che per lei non poteva fare nulla. Alla fine, consigliata dal suo avvocato e, supponiamo, stringendo i denti, la Amaudruz ha chiesto scusa agli agenti e ha ammesso di avere fatto una sciocchezza.

Ma il punto non è questo, lo sappiamo tutti. Il vero problema è il pensiero che muove un politico del genere: l’arroganza, l’idea che tutto sia dovuto e che le regole, come dicevamo, per lei non valgano. Ciccia, un consiglio: il fatto che la gente ti voti non è un viatico a fare quello che vuoi, il nostro è un sistema democratico. Non feudale.

E adesso agli amici UDC vorrei chiedere chi è più pericolosa: Lisa Bosia, o la vostra parlamentare che guida ciucca, non si ferma alle intimazioni della polizia e usa il suo potere nel modo più bieco possibile?

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