Che ticinese sei?

Pubblicità

Di

L’articolo con cui Candido si interroga su quanto sia opportuno dare sfoggio della propria inadeguatezza sociale dovrebbe essere inserito nelle antologie scolastiche ma, non me ne voglia l’amico Corrado, più per le reazioni che questo ha suscitato che per il testo in sé.

Un intervento che pesa come un macigno: alla becera ignoranza dell’individua a cui l’articolo è ispirato ha risposto una fiaccolata virtuale di persone che hanno demonizzato i modi e i termini usati dalla signorina in questione e ha espresso solidarietà a un uomo, nel caso specifico a Giovanni Merlini, senza magari neppure conoscerlo in prima persona.

Ed ecco qui che si profila un Ticino a due marce. Quello dell’intolleranza a tutti i costi e quello della correttezza a prescindere. Certo, sono due facce dello stesso popolo a cui nessuna nazione al mondo è immune, ma nessuna di queste è il Ticino, un posto in cui se starnutisci a Chiasso qualcuno ad Airolo dice “salute”.

La signorina che si scaglia con tanto livore contro tutto e tutti (gli sproloqui rivolti a Merlini sono solo una pagina del suo personalissimo Manuale delle giovani marmotte) sputa con ogni probabilità il suo malessere sociale e la sua incapacità di prendere le misure con gli standard della società. Ora, immaginate che questa personcina fosse senza lavoro, chi di voi l’assumerebbe?

La morale e l’etica sono due cose distinte: la prima è il modo con cui ci interfacciamo a chi ci è vicino, la seconda è il modo con cui affrontiamo il mondo, la società e le persone che non conosciamo e che decidiamo di aiutare anche se non possono darci nulla in cambio. Il Ticino (e qualsiasi altro Stato) ha bisogno di queste ultime, perché la politica e le istituzioni non sono in grado di garantire una corretta distribuzione del sostegno economico, di quello cultura e di quello sociale.

Occorre prendere le distanze da chi sputa odio e sentenze a pene di segugio, perché sporca il collettivo. E questo vale anche per i movimenti politici che dovrebbero assumere altri toni ed escludere chi utilizza vetrine pubbliche (i media in genere, non solo quelli social) per dare sfoggio delle proprie, pessime, qualità umane.

C’è bisogno di umanità, c’è bisogno di fratellanza, c’è bisogno di rispetto e di leggerezza.

Il rischio più grosso è quello di finire come l’Italia, terra ingovernabile che non riesce a mettersi il peggio alle spalle.

Non permettiamo a quattro bellimbusti (alcuni dei quali siedono anche tra i 95 a Bellinzona) di rovinare il posto più bello del mondo.

E tu, che ticinese sei? Sei quello che si impegna a fare del Ticino un posto magnifico o quello che contribuisce attivamente a declassarne cultura, tessuto sociale e popolazione?

I ticinesi devono essere orgogliosi e grati di vivere in Ticino. E a chi ancora si ostina a creare differenze di ruolo, di genere e di passaporto chiedo: fanno più danni il frontaliere o l’immigrato che non danno fastidio a nessuno e cercano di condurre la propria vita in modo dignitoso o sono più dequalificanti quelle persone che, pure essendo ticinesi, offrono il peggio che una persona possa partorire?

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!