De bufale referendarum

Pubblicità

Di

Finalmente noi in Italia abbiamo messo alle spalle questo insidioso referendum che ci ha dimostrato ancora una volta come qualsiasi avvenimento politico abbia la grande dote di trasformare tutti in esperti. Questa volta tutti sono stati magicamente trasformati in Costituzionalisti di lungo corso. Gli stessi soggetti che fino al giorno prima non sapevano nemmeno quanti articoli avesse la Costituzione, si sono trasformati in paladini della nostra Carta, talmente tanto innamorati che in confronto Benigni è un dilettante.

Ora, chiariamo, la modifica della nostra Costituzione non era esattamente un’opera che i nostri posteri avrebbero ricordato: diciamo che possiamo immaginarla come quegli orrendi maglioni che le nostre nonne ci costringevano ad indossare d’inverno.

Caldi, sì. Ma brutti pure.

Al di là della “bruttezza” di questa riforma, e del comprensibilissimo dubbio circa coloro che l’hanno redatta, persone alle quali il 90% di noi non avrebbe nemmeno fatto redigere il verbale dell’assemblea condominiale, una cosa è possibile dirla: poteva essere utile. Ma non è nemmeno questo il punto, visto che su ciò fior di costituzionalisti hanno dibattuto infruttuosamente. L’elemento più importante di questa riforma è stato proprio quello che la riforma non dice, ovvero le bufale diffuse ad arte e usate dai sostenitori del No come dogma così forte che a confronto la verginità della Madonna è una chiacchiera fatta dalla parrucchiera.

Come non ricordare l’infausto presagio di fronte al quale persino l’elezione di Trump sembrava quasi benevola: “L’Italia si trasformerà in una dittatura”. Bufala sesquipedale visto che la nostra Costituzione, partorita quando sul serio la dittatura la ricordavano bene, ha degli anticorpi fortissimi contro i totalitarismi. Dall’intangibilità della forma di Stato, al diritto di voto ai cittadini, dall’esistenza delle DUE camere per deliberare una legge, alla ripartizione dei poteri, tale per cui uno non possa imporsi sull’altro. Fino, in ultima ratio, alla Corte Costituzionale. Scongiurato quindi il timore che potessimo diventare una Corea del Nord, notizia rassicurante, soprattutto per il timore (legittimo) che anche Renzi obbligasse noi tutti a portare i capelli a suo modo tanto da farci somigliare ad Arisa dopo una notte insonne, possiamo tornare a parlare di cose più serie.

Serie come un’altra delle bufale apocalittiche frutto dei nostri tempi: “non saranno più eletti i senatori”. A parte che non sapevo che gli italiani fossero cosi affezionati a quella figura arcaica che è il senatore, ma ammetto che anche io sono stato parecchio contento quando finalmente, a 21 anni, ricevevo come mio padre quella bella scheda gialla: mi faceva sentire grande! Però, al di là di questo, l’unica certezza che la riforma dava era che il senato sarebbe stato scelto su base regionale. Fatto che, letto assieme alla proposta del parlamentare Chiti, dovuto chiarire i dubbi. Ma forse, quello che non è piaciuto è che cadeva il limite dei 21 anni per votarli… Eh cavolo, anni e anni per sentirmi come gli altri e ora a 20 anni, 11 mesi e 30 giorni mi cambi la legge e fai votare anche i bimbiminkia col risvoltino?

Ma mai bufala sarà più bella, divertente e piena di ignoranza di quella partorita dal Movimento 5 Stelle riguardo a chi questa riforma l’ha fatta: “LA RIFORMA E’ STATA FATTA DA UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NON ELETTO!” E già qui si sente in sottofondo “El Pueblo Unido”, aria di rivolta, già io stesso stavo per spiegare la mia bandiera un po’ polverosa con Falce e Martello quando, vedendo un libro blu che occhieggiava dalla libreria con fare circospetto, decido di riprenderlo, violando la promessa fatta a me stesso che MAI più, dopo l’esame, l’avrei fatto.

E cosa scopro che hanno partorito quei maledetti nazifascisti dei nostri costituenti per sottrarci il diritto di voto? Un artefatto che nemmeno Kim Jong-il avrebbe saputo inventare:
l’elezione di secondo grado! Ma come funziona questo assurdo marchingegno antidemocratico? Questo assurdo marchingegno antidemocratico non consente al cittadino di votare il Presidente del Consiglio che preferisce, ma lo costringe a votare solo per dei “delegati” che poi al suo posto nomineranno il Presidente che essi preferiscono. MA l’antidemocraticità non finisce qui: questi parlamentari possono addirittura, qualora il candidato iniziale alla presidenza non vada bene, nominarne un altro senza ripassare dalle elezioni! Pensate che meccanismo diabolico. Va da sé che, dopo aver scoperto tutto ciò, ho dovuto ahimé riporre la mia splendida bandiera nel cassetto e riconoscere che Renzi è stato eletto.

Dopo questo enorme dolore, che sommato alla perdita del compagno Fidel fa di qualsiasi giornata una giornata di merda, stavo quasi decidendo di chiudere e non scrivere più quando, ieri, ho sentito il grandissimo DI Battista assicurare che “vogliamo che il parlamentare che cambia casacca SE NE VADA A CASA”. Quando sento questi proclami quasi mi sale lo Stalin e mi viene in mente la libertà che guida il popolo, la bandiera rossa… ma anche qui poi mi fermo e rifletto:

Io sono Giovanni, parlamentare del Movimento du Pilu (cit. Antonio Albanese), non sono d’accordo con il movimento col quale sono stato eletto e decido, visto che la legge prevede che se cambio casacca mi mandano a casa, di restare nel mio partito ma di votare contro le leggi che propone. A questo punto, il partito mi butta fuori, e io vado a casa. Ma: chi decide quando mandarmi a casa? E soprattutto: se mi mandano a casa dove sta la democrazia e il diritto all’opinione personale che ciascun parlamentare dovrebbe avere? E ancora: chi mi dice che questo metodo non verrà usato come metodo coercitivo dal partito per costringere i suoi membri ad uniformarsi alle decisioni assunte dal partito stesso? Ma mi spingo oltre: non è che niente niente, una legge del genere (e la sua applicazione dal partito) potrebbe integrare il reato di “minaccia” (oltre ovviamente ad essere clamorosamente antidemocratica)?

Il reato di minaccia infatti si applica qualora: “un individuo venga intimidito con la prospettazione di un danno ingiusto, rivolto alla persona o al suo patrimonio, di entità tale da limitare la sua libertà psichica”.

Ah Di Battista, hai detto una cazzata.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!