Gay pride: “mi viene da vomitare”

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Siamo nel 2016 cavolo, tra poco andiamo su Marte. Non si muore più di infezione e molti tipi di cancro sono se non debellati almeno contenuti. La scienza e il pensiero umano fanno passi da gigante, le energie alternative forse nei prossimi anni avranno la possibilità di evolvere e rendere più pulito questo pianeta. Il web riunisce in rete tutto il mondo, al punto che posso parlare gratis con un australiano ma…

… i froci sono sempre froci.

“Fatelo a Locarno eheheh, c’è il Verbano un bel battello e si mandano direttamente in Italia lì le inculate sono d’obbligo. (…)”

 “Una coppia etero non può neanche baciarsi in macchina…eeheheheh, questi qui manca che si inculano in diretta e gli buttano anche i fiori”

 “Schifo totale, mi viene da vomitare”

 “Ma che cazzo stiamo facendo? Un cane non può fare pipi e questi ne fanno di tutti i colori gente io non sono ancora pazzo e tantomeno stupido.”

Questo il tenore di alcuni commenti trovati su Facebook, sotto un articolo che dava la notizia del probabile arrivo del Gay Pride nazionale a Locarno. E recentemente, a Lugano, delle scritte omofobe sono apparse sui cartelloni della campagna anti Aids. Mi domando da dove sorga questo odio. Io ai miei figli ho sempre insegnato la tolleranza. Ogni persona adulta e consenziente può fare qualsiasi cosa con un’altra persona adulta e consenziente. Se i miei figli vedessero il Gay Pride? Non me ne potrebbe fregare di meno. Sono persone allegre che si divertono e ballano. Sono semisvestite? Vediamo di peggio sulle reti Mediaset, tra tette e culi e nessuno si scandalizza, forse perché le tette e i culi sono “normali”. Che non sono normali non sono quelli che vano al Gay Pride (anzi, garantisco che se lo fanno ci vado) ma quelli che hanno talmente tanto livore e marciume nel cervello da aggredire così delle persone solo perché non hanno il loro orientamento sessuale.

Queste fobie medioevali mi fanno vergognare dei miei simili e mi spaventano, perché l’odio contro i gay è lo stesso che c’è contro i migranti, o i neri. Sono diversi e quindi li odio. Ma è un odio letale e senza sfumature, un odio che se non ci fosse la legge sfocerebbe di nuovo, come nel medioevo, nei pogrom. Poco importa se i bersagli siano ebrei, neri o gay. Ecco, tra poco arriveremo forse su Marte, ma non sono per nulla sicuro che ci porteremo la civiltà, perché a volte ho l’impressione che la civiltà non esista.

Non smetterò mai però, e con me tanti altri, di difendere a gran voce il diritto di essere quello che vogliamo se non diamo fastidio a nessuno. Il diritto di vivere in pace la nostra vita senza che fanatico religioso o il fascista di turno vengano a farci la morale.

Perciò io sarò al Gay Pride, perché mi sono sempre piaciute un sacco le piume e i lustrini, così come mi affascinano le drag queen. Insomma, subisco il fascino di un mondo colorato e rutilante che nasconde però tanta fragilità, ed è in fondo questa fragilità che mi commuove e mi fa essere solidale.

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