Gobbi, non siamo all’asilo

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Che Gobbi non sia un mostro di diplomazia già si sapeva. La domanda è se siamo all’asilo a fare i battibecchi o stiamo dirigendo un Paese.

I fatti in di cui parliamo sono legati alla recente tentata rapina a una filiale Raiffeisen di Molinazzo di Monteggio. Come al solito scattano i posti di blocco. Uno classico sul Ceneri e quelli ai valichi. Essendo l’auto dei rapinatori targata Italia, le guardie di confine a Ponte Tresa hanno bloccato 5’000 frontalieri. Il sindaco di Lavena Ponte Tresa, esasperato, si è allora lamentato inoltrando protesta formale alla polizia cantonale tramite la prefettura di Varese.

Il sindaco ha difatti dichiarato non senza una certa logica: È come se, dopo un furto al Bennet, noi non permettessimo ai ticinesi di rientrare in Svizzera. Nel 2016 questa cosa è inaccettabile”.

Ed è oggettivamente vero che i frontalieri, che ci piacciano o no, fanno una vita dura, si alzano spesso alle 5 di mattina e arrivano a casa alle 7 o alle 8 di sera. Bloccare il traffico in quel modo è decisamente troppo.

E parliamo di tentata una rapina anche un po’ ridicola, senza armi. I malviventi infatti, e non capiamo nemmeno il perché siano andati in una banca gettando del liquido e dicendo: questa è una rapina. Lo so, non chiedetemi che cavolo di rapina è, non ci sono più i professionisti di una volta. Insomma, non era proprio la banda della Magliana.

E arriviamo a Gobbi, che interpellato sulla questione non ha avuto di meglio da dire che: “Gli automobilisti ticinesi fanno colonna tutti i giorni a causa dei frontalieri”. Un po’ una ripicca da bambini, come scrivevamo sopra. Una cosa è certa, a prescindere dai frontalieri: le esternazioni di Gobbi non stanno creando per nulla un buon clima nella zona insubrica. I Ticinesi, a causa sua, finiscono per sembrare gretti, antipatici e vendicativi. Noi siamo un po’ stufi sinceramente. Compito di un ministro dello Stato del Cantone Ticino, dovrebbe anche essere garantire buone relazioni diplomatiche, e non piantare zizzania continuamente.

Parlare poi di “grave fatto” per una tentata rapina con lancio di aranciata o cosa cavolo sarà stato, attuato probabilmente da due balordi, ci sembra ancora più ridicolo. Cerca, Norman, di smetterla. Perché prima o poi di là si esasperano e poi finiamo in una spirale di imbecillità a farci le ripicche l’un l’atro. Con i problemi che ci sono non ci meritiamo anche quelli creati ad arte.

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