Il ritorno dello squadrismo fascista

Pubblicità

Di

Quando si afferma che i social e un avventato modo di intendere il popolo producono mostri e frustrati non si vuole essere élitari né tantomeno strafottenti. Anzi, si ha la certezza di fotografare una realtà che ha trovato il tragico e avvilente apice ieri a Roma, davanti alla Camera dei Deputati.

Un gruppetto di deficienti, autonominatisi “Forconi”, nati sul web e tristemente attivi da qualche anno, ha bloccato l’ex deputato Osvaldo Napoli “arrestandolo” in nome del popolo italiano. In quanto politico: quindi automaticamente un ladro, da “arrestare”, da offendere. Hanno chiamato i carabinieri, ‘sti malnati, i quali però, siccome non siamo in una barzelletta, hanno identificato gli intellettuali in questione e fatto andare un comprensibilmente spaventato Napoli.

Ogni giorno che passa ci si rende conto che caro lei magari fossimo al fondo del barile, si scava sempre più. Siamo arrivati a una banda di cazzoni che – plasmatisi sul web, dando sfogo a frustrazioni, ignoranza e tanta miseria – si sfogano così: leggendo il Codice penale italiano a un ex deputato “arrestandolo” in nome del popolo. Ma popolo chi, popolo che, popolo quale! Finiamola con questa santificazione del popolo, perché il risultato prodotto è quello finito su tutti i giornali: il ritorno dello squadrismo fascista. Che facevano le camicie nere se non assumersi il nome del popolo e arrestare, menare, distruggere? Che diceva Carl Schmitt se non “Sovrano è chi decide sullo stato d’eccezione”? E chi lo creava lo “stato d’eccezione” se non chi poi si autoproclamava l’unico in grado di governarlo?

In tutto questo il web, ormai una cloaca, ha un ruolo fondamentale e tante, tante colpe. La più grave è quella di aver dato un palcoscenico a chiunque, l’avergli fatto credere che due commenti e cinque like ricevuti lo assurgessero a capo popolo che poi finisce a compiere pagliacciate squadriste come ieri a Roma. Perché il salto, ahinoi, è breve. E frequente, visto il tenore di sempre più pagine social. Perché si sa: Facebook censura due tette ma le pagine inneggianti a Mussolini vivono serene.

Le fake news la fanno da padrone, il primo imbecille che passa si crede giustiziere in nome del popolo e anche la decenza non si sente molto bene.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!