Il sonno di Grumelli genera l’omofobia

Di

Dopo la figuraccia rimediata qualche tempo fa, ci si sarebbe aspettati che Daniel Grumelli smettesse di andare ai giochi della RSI e iniziasse a studiare un po’ di civica, grammatica, cultura generale, educazione. Niente, è più forte di lui. “Ci sono due tipi di uomini: quelli che fanno il militare e quelli che fanno il servizio civile per non stare troppo lontano dal proprio ragazzo”: questo è il meme che Grumelli ha condiviso orgoglioso sulla sua pagina Facebook.

Non si sa da dove cominciare. La prima cosa che viene in mente è che guardandolo chiunque si sentirebbe più sicuro se difeso da un cucciolo di gatto che da lui, quindi faccia lo spaccone sui social quanto vuole ma, insomma, come dire, no: non ci siamo. Poi si potrebbe anche notare come spesso – lo dicono gli psicologi, mica io – l’ostentazione machista nasconda sempre insicurezze, fragilità, bisogno di apparire come forti e invincibili. Notando tutto questo, però, si darebbe una dimensione psicologica e patologica a una cosa estremamente più banale: Daniel Grumelli è quel che è. Fa parte del gruppetto di Giovani UDC dall’italiano stentato e dalla pratica politica ancor più grottesca, si è presentato a giocare a “Via col Venti” nonostante pensi della RSI il peggio possibile, insomma, con ogni evidenza non stiamo parlando di Churchill. E non si offenda Grumelli se da qualcuno si becca dell’ignorante: perché sostenere e rilanciare che chi fa il servizio civile è gay, oltreché offensivo, è proprio sintomo di ignoranza. Crassa, abbondante ignoranza.

Mentre a Lugano appaiono scritte omofobe, mentre suscita polemiche la possibilità di svolgere il Gay Pride a Locarno il futuro del partito più votato in Svizzera si abbandona con tracotanza e scarsa conoscenza del mondo in cui vive alle battute da osteria. Sei giovane, Daniel. Non conosco il tuo percorso di studi, ma mi permetto di darti un consiglio. Cerca in biblioteca, o su internet, la lettera che Oscar Wilde scrisse, dal carcere, ad Alfred Douglas. Leggila. Rileggila. Non è mai troppo tardi per capire che, in questo mondo, siamo tutti uguali.

Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e quest’idea, questa convinzione ancor più che divina, che tu mi contraccambi, mi sosterrà nella mia infelicità e mi renderà capace, spero, di sopportare il dolore più pazientemente. Perché la speranza, o meglio la certezza, d’ incontrarti di nuovo da qualche parte, è lo scopo e l’ incoraggiamento della mia vita di ora! Devo continuare a vivere per questo.”

15401459_10211339045782417_1991973809_n

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!