Lapo, quanto vorrei strangolarti

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Quando vedi la faccia di Lapo Elkann ti monta già il nervoso. Quando vedi come si veste, coi suoi completini variopinti, i cappellini da idiota e le babbucce leopardate, il nervoso si tramuta in un disagio violento. Quando lo vedi posteggiare la sua Ferrari in doppia fila, l’istinto omicida primitivo supera la corteccia cerebrale e si affaccia belluino davanti ai tuoi occhi. Lapo Elkann è così, un imbecille ricchissimo che fa venire voglia di strangolarlo.

La sua vita di eccessi da bambolino viziato, ci fa rimpiangere la dura educazione british a cui erano sottoposti una volta i rampolli della nobiltà. Ma l’ultima che ha fatto fa venire davvero voglia di passare all’atto infame. All’eliminazione fisica. Trans e droga a New York. Non hai i soldi per pagare. Chiami casa dicendo che ti hanno rapito ce che vogliono 10’000 dollari. Ma chi di voi, in nome di Dio, chi di voi sarebbe così imbecille? Ma chiedi 10 milioni no? Sei il nipote del vecchio Agnelli, Cristo! Un’icona mondiale di ricchezza e classe! Non che irritasse di meno le basse classi sociali, ma almeno lui faceva impresa.

Ecco, quando succedono cose così tendi a solidarizzare a balla con quelli che un paio di centinaio di anni fa, questi tizi li ghigliottinavano in piazza. Sempre detto, ne abbiamo ghigliottinati troppo pochi.

Lapo, lo possiamo mettere in quella triste categoria delle Paris Hilton: ricchi, viziati, un po’ degenerati anche non guasta mai, tossici o alcolisti, totalmente inutili alla famiglia. Altro che dinastie. Ma poi alla fine ti fanno anche un po’ pena, perché non deve essere facile essere figli di miliardari. Meglio essere pargoli della piccola borghesia. Il pallone in cortile, le vacanze a Jesolo, la Playstation di seconda mano. Neanche sparato farei a cambio.

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