L’UDC è contro gli svizzeri (e soprattutto i ticinesi)

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No, non è una provocazione: è proprio così. Lo dimostra il comportamento della frazione democentrista in Consiglio nazionale. Ieri i paladini del ceto medio e dei poveri svizzeri hanno approvato festanti i tagli ai sussidi LAMal, oggi hanno rigettato una proposta di Marina Carobbio. Cosa prevedeva?

Semplice, l’obiettivo della proposta della parlamentare socialista era aumentare i mezzi finanziari a disposizione per la lotta al dumping salariale. Un tema d’attualità, soprattutto da noi in Ticino e soprattutto dopo il caso Bravofly di cui abbiamo scritto questa mattina. Proposta affossata, con il contributo determinante e incoerente dell’UDC che per bocca del suo portavoce ha affermato, lo scrive Carobbio stessa, che “sono per lo smantellamento delle misure d’accompagnamento, non per un loro rafforzamento”. Roba da mettersi le mani nei capelli.

A parole tuonano e si ergono a difensori del popolo, ma coi fatti lo bastonano senza pietà. Prendono in giro i propri elettori, come sulla questione del dietrofront riguardo alle guardie di confine operato da Maurer che si è fatto grosse risate dei suoi compagni di merende ticinesi; tagliano in totale allegria i fondi per i sussidi LAMal perché a loro interessano solo i miliardari, chissenefrega di chi avrebbe un po’ meno ansie nell’arrivare a fine mese; confermano ancora una volta che del Ticino non gliene importa assolutamente niente, non si spiega in altro modo l’ennesima porta sbattuta in faccia al nostro sempre più degradato (e derelitto) mercato del lavoro.

L’UDC è ormai un partito di potere ed élitario a tutti gli effetti, ma votato anche da ex ceto medio e nuovi poveri, arrabbiati e delusi. Solo che, questi, non si rendono conto di svolgere il ruolo dell’utile idiota, di ingrossare le loro fila, sostenere le loro (inapplicabili, Rusconi dixit) iniziative per poi, sistematicamente, farsi beffe delle reali esigenze di chi, in buona fede, li ha votati.

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