Pagelloni del GAS 2016: La Politica

Pubblicità

Di

Dopo gli apprezzamenti dell’anno scorso torniamo come un orologio a cucù griffato a dare i numeri (e i voti) sui personaggi che hanno contraddistinto questo 2016. Cominciando dalla categoria più interessante e che procura più riversamenti di bile. La politica.

PAOLO BELTRAMINELLI: il presidente di Governo parte alla grande sostenendo il raddoppio del Gottardo, perché tanto lo smog nel mendrisiotto lo procurano i fumatori in auto. L’iniziativa Giù le mani dagli ospedali non riesce per un soffio e il Beltra si trova a fare i conti con metà cantone critico verso la politica aziendale dell’EOC. L’uscita dal nucleare sembra trovarlo indeciso, qualcuno ci spera ma… niente, vota No. Le azzecca tutte sotto il profilo del risultato, ma tra polverini fini, chiusura di ospedali e radioattività il nostro ministro della salute… vien voglia di salutarlo. Ciaone. VOTO 2+

BORIS BIGNASCA: E insomma, è dura essere il figlio del caro leader e riuscire comunque a farcelo rimpiangere ogni volta che apre bocca. Anche quest’anno scende a Pontida, lancia qualche urlo dal palco, quasi più dei versi, a difesa dell’orgoglio leghista. Orgoglio di cui si dimentica subito dopo passata la dogana andando a sostenere l’iniziativa Prima i nostri. All’interno del Movimento Boris fatica a trovare spazi, e allora se li crea osteggiando prima la tassa sul sacco del proprio ministro e poi bocciando il preventivo del governo a maggioranza relativa leghista. Qualcuno arriverà a presentargli il conto. Barricadero. VOTO 3-

MANUELE BERTOLI: Diciamolo, porta avanti il suo dicastero senza gloria né infamia, lo aspettiamo a fare i conti con La scuola che verrà. Si dimostra saggio e paziente, seduto sulla riva del fiume osserva l’evolversi dell’iniziativa del 9 febbraio e della sua appendice in salsa ticinese “Prima i nostri”. Sul 9 febbraio si dovrà tornare a votare, e Prima i nostri neanche sembra riuscire a fare un decimo di quello che si proponeva. A volte non servono gli occhi per guardare lontano. Profetico. VOTO 5

FIORENZO DADÒ: Lo abbiamo già detto, anche di recente, Dadò è un pipidino anomalo, della nuova generazione. Apprezzatissimo nel suo essere schietto e duro con gli avversari politici, ma anche aperto e sensibile verso i più deboli, ha toccato con mano le sofferenze della migrazione. Vicino all’uomo e vicino alla natura, Fiorenzo si candida alla presidenza del partito e stravince. Il cambiamento sembra lanciato. Presidente. VOTO 5

ADRIANA SARTORI: Se ne esce con una bruttissima frase sugli immigrati, preoccupandosi più delle sorti ittiche che umane. Scaricata persino dal barricadiero Boris e da più parti invitata ad uscire dal Consiglio Comunale di Balerna, l’Adriana si comporta da vera leghista: fa orecchie da mercante e lascia il Consiglio comunale sì, ma per entrare in Municipio. Il fatto che subentri a un collega prematuramente scomparso rientra nella miglior tradizione legaiola. I balernitani sono spacciati, ma almeno sarà uno spaccio ittico. Squalo. VOTO 2,5

CLAUDIO ZALI: Se c’è un anomalia in Via Monte Boglia, quella è sicuramente Claudio Zali. Sempre pacato, composto. Incassa il benestare risicato del popolo sovrano sulla tassa di collegamento e la tassa sul sacco cantonale trova l’appoggio del parlamento spaccando il suo stesso movimento che gli lancia contro il referendum. Atipico nei modi, osteggiato nelle idee, Claudio prosegue per la sua strada. Tassativo. VOTO 4+

MICHELA DELCÒ PETRALLI: Aveva l’ingrato compito di ricompattare i Verdi dopo l’infausta esperienza savoiarda. Lascia con gli onori delle armi un movimento ecologista che ha ritrovato le sue radici e l’entusiasmo, con un Pentiumvirato giovane e dinamico. Gli è stato dato un compito, l’ha eseguito e ha saputo farsi da parte. Qui sta la differenza tra leadership e comando. Leader. VOTO 5+

FILIPPO LOMBARDI: Sul raddoppio del Gottardo si schiera in maniera spasmodica per il SI, che poi ci siano interessi famigliari in ballo non lo diciamo, ma basta un Galfetti a metterlo davanti a tutti i limiti della proposta per farlo sbottare come una bottiglia di champagne. In Consiglio degli Stati passa agli onori per aver proposto l’estensione degli orari dei negozi, per la felicità dei vari Tarchini e compagnia bella. Nel suo piccolo il traghettatore del PPD finge di fare un favore al partito portandolo fino alla scelta del presidente, ma una volta che c’è da lasciar spazio sgomita per essere in corsa. Viene trombato senza sconti all’assemblea PPD. Altruista anzichenò. VOTO 3

IGOR RIGHINI: il volto nuovo della politica cantonale è sicuramente il suo. Eletto a fine gennaio alla presidenza del PS si è ripromesso di rinnovare un partito stanco e distaccato dalla base. Di risultati quest’anno se ne sono visti pochi a livello di votazioni, ma Igor al lavoro si messo per davvero: la costituzione dei comitati regionali ne sono una prova. Le fatiche del PS a raccogliere le firme per i tre referendum stanno a significare che c’è ancora qualcosa da ricucire con la base. La vicenda estiva della passatrice gran consigliera Lisa Bosia ha messo in luce ancora i limiti e gli attriti interni del PS. Di lavoro ce n’è ancora. L’anno prossimo ci sarà l’elezione per la nuova Bellinzona, il PS correrà con i Verdi e forse sarà l’occasione di raccogliere i primi frutti. Seminatore in attesa. VOTO 4+

MASSIMILIANO ROBBIANI: Concludiamo con il nostro affezionatissimo Max. Che anno da dimenticare per il Rambo di Mendrisio. Questa primavera Caverzasio e il suo cazzo di cagnolino gli fottono il seggio in Municipio e la scorta di crocchette e in estate il suo amico Norman Gobbi gli piazza un Centro d’Accoglienza per rifugiati a Rancate. Senza contare che per uno che paragonava donne in burka a sacchi della spazzatura dover pagare la tassa cantonale sul sacco proposta da un suo ministro funge quasi da dantesca legge del contrappasso. Povero, non ho la forza di valutarlo. S.V.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!