Pagelloni del GAS 2016: Società

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Questa categoria è nuova nuova. Qui di seguito i personaggi che, al di fuori del mondo politico a cui abbiamo già dedicato il nostro consueto pagellone, si sono messi in luce (buona o cattiva) nella società civile, facendo il loro lavoro, seguendo le loro passioni, dicendo o facendo cose più o meno interessanti.

MARCELLO FOA: Cosa ci fa a dirigere un “quotidiano indipendente” uno che per tutta la campagna elettorale americana non fa che elogiare in maniera appassionata il candidato repubblicano più discutibile della storia recente americana? Forse era pagato sottobanco per dirottare il voto degli americani in Ticino su Trump, chi lo sa, fatto sta che per la storia del Corrierone non è stata una gran pubblicità. Foa è anche caduto in alcune bufale prontamente riportate e commentate con smania di scoop. Insomma, il declino dell’informazione ticinese sta soprattutto nella sua penna. VOTO 2,5

LISA BOSIA: Diciamolo, seduta a uno scranno del Gran Consiglio Lisa ci sta stretta. E non perché abbia il culone, ma perché il solo legiferare senza tenere le mani nella nuda terra dell’umanità per Lisa vuol dire vivere a metà. Scende più volte ai campi profughi, organizza un servizio mensa per i migranti nell’ indifferenza della stazione di Como. Sfida la giustizia e ne rimane scottata venendo fermata con 4 minori fatti entrare illegalmente. È bufera, c’è chi ne vorrebbe le dimissioni, chi la pena capitale. Lisa è di un’umanità immensa, di un amore infinito verso l’uomo. Di questo se ne accorgono anche le altre associazioni umanitarie in Svizzera e riceve anche un premio a coronare il suo impegno in un anno difficile per sé, ma soprattutto per l’umanità intera. Un lume nella notte, dove la giustizia non sa guardare ai bisogni delle genti. Lisa vieni a farci luce. VOTO 5,5

PAPA FRANCESCO: Nell’indifferenza generale si è concluso il suo giubileo della Misericordia. Lui continua a predicare pace, solidarietà tra i popoli e tante belle parole, ma a volte si ha l’impressione che ormai anche lui ha smesso di crederci. Prosegue nei suoi bei gesti, a volte inaspettati e rivoluzionari, ma rimangono fini a se stessi. Lo lasciano fare, tanto ormai pare innocuo. Quando alla volontà di una Chiesa povera seguirà una bella rigirata allo IOR allora forse torneremo a guardare a Francesco come quando ci salutò con un “Buonasera” il giorno della sua elezione. VOTO 3

GIANNI FRIZZO: Il leader dello storico sciopero delle Officine è andato in pensione, ma la lotta continua più che mai in difesa delle Officine e dei suoi posti di lavoro. Presente alle trattative fino all’ultimo. Non possiamo far altro che ringraziarlo e sperare che il testimone passi nelle mani giuste. VOTO 6

MAURIZIO CANETTA: Il direttore RSI ha una spina nel fianco che si chiama Mattino della domenica, lui gentilmente risponde ogni qualvolta venga tirato in causa, e non fa correre nulla. Un nebulosa sulla sua gestione si è aggirata con la questione dei “licenziamenti selvaggi”. Il suo voler far chiarezza e rendere l’immagine del servizio trasparente con la trasmissione “Senza Filtri” è stata una trovata spiazzante verso i suoi screditanti. VOTO 5

GIANNI INFANTINO: E finalmente arriva un dopo Blatter. A Infantino la dura eredità di Re Sepp e tutto quello che ci sta dietro. Rinnovare il calcio e la sua gestione miliardaria in maniera umile e trasparente. Intanto è arrivata un’idea di un mondiale a 48 squadre, non so dirvi se è bene o male, sicuramente però i soldi la fanno ancora da padrone. Ti teniamo d’occhio Gianni. Sulla fiducia. VOTO 4

LA POSTA: Servizio pubblico. Qualcuno ai piani alti del gigante giallo se lo ricorda questo semplice connubio di due parole? Non sembra. La posta annuncia la chiusura di 600 uffici postali in tutta la Svizzera. Un paese di circa 4’000 anime come Balerna che ha scuole comunali e medie, un istituto sociale, grandi aziende e piccoli commercianti dovrà accontentarsi di una agenzia. Servizio pubblico, fatto alla pubica. VOTO 2-

ANDREAS MEYER: Con l’apertura di Alptransit il CEO di FFS scende spesso in Ticino, al quale è affezionato come uno scuoiato ad un salina. Non manca di tornare a rimettere in discussione la presenza delle Officine a Bellinzona e all’inaugurazione della Stazione di Belli confonde Branda con Borradori. Anche se ora in Ticino ci si arriva prima, Meyer ne farebbe volentieri a meno. VOTO 2+

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