Ucciderò se necessario

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Marina Carobbio è amareggiate e infuriata. Il Parlamento ha recentemente accettato un aumento delle franchigie minime. Detto in soldoni, se prima la franchigia minima era a 300 franchi, e cioè prima di far intervenire l’assicurazione pagavo per 300 franchi, ora ne pagherò magari 500 o 600.

Uno schiaffo in faccia bello e buono ai più sfortunati, alle famiglie monoparentali o con tanti figli, alle persone anziane e ai malati cronici. Questo è il meglio che il nostro parlamento, socialisti e verdi esclusi, ha saputo partorire con l’intento di ridurre i costi della salute.

L’ennesima farsa di cui gli elettori dovrebbero ricordarsi quando mettono una crocetta accanto al nome di Quadri, Pantani, Chiesa o Romano. Eh sì, perché, a parte Marina Carobbio, tutta la graziosa deputazione ticinese se ne è fregata bellamente di evitare di accollare un’altra mazzata sul gobbo dei più poveri.

La tesi del promotore, il PPD Ivo Bischofberger, sarebbe che i costi della salute aumentano perché si ricorre troppo spesso al medico. Fantastico, decenni a cercare di capirci qualcosa, a discutere di cure, di medici, di prezzi esagerati dei farmaci e poi scopriamo che i costi della salute si alzano perché la gente va dal medico.

L’assurdo è che Alain Berset aveva comunque informato i generosi amici del popolo in parlamento che l’aumento delle franchigie, negli anni, non ha sortito nessun effetto sui costi della salute, che raddoppiate già nel 1996 vengono nuovamente alzate oggi. I premi invece continuano ad aumentare, nonostante le promesse, i giuramenti, le franchigie. Chi si ricorda i referendum per la cassa malati unica? Le casse azzerarono praticamente gli aumenti dei premi quell’anno, per aumentarli l’anno dopo, quando la votazione era stata persa. Questa è una politica infame: a pagare non sono mai le lobby farmaceutiche, i medici, i farmacisti, le casse malati. Non si instaurano politiche virtuose, in grado veramente di ridurre i costi. È sempre più facile far pagare noi poveri bastardi, tanto poi alle prossime elezioni non ci ricorderemo più e continueremo a votare UDC, Lega, liberali o PPD, facendoci prendere per il sedere dai nostri rappresentanti.

Se c’è modo di cambiare, di incanalare una rabbia popolare è questo. A febbraio ci saranno anche i referendum voluti dai socialisti contro i tagli pretesi dal nostro Governo. Oggi è il momento di reagire e come mi diceva un’amica : “La campagna i referendum ora. Dobbiamo vincerle le votazioni. Ucciderò se necessario.”

No, Serena non ucciderà, ma mi fa capire a che punto di esasperazione siano arrivate certe persone, mi fa capire che c’è gente disposta a combattere perché stufa. Gente disposta a superare dogmi e barriere ideologiche per tornare a difendere davvero il popolo, quello vero, quello brutto e cattivo, quello con le pezze al culo. Perché quel popolo siamo noi.

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