Una firma per (provare a) fermare Trump

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Donald Trump ha più volte minacciato di fare carta straccia dell’Accordo di Parigi sul clima, e i primi passi da presidente eletto vanno in questa direzione: oltre al non aver rinnegato i suoi tweet in campagna elettorali dove si burlava del riscaldamento globale, ha messo in squadra autentici negazionisti sul tema. Gente che al confronto il Beltraminelli del “non fumate in macchina” è acqua fresca.

Il rischio, viste le sue liaisons dangereuses con Putin, è che questa scelta veda l’immediato seguito di paesi come Russia e India, altamente industrializzati e storicamente poco avvezzi al concetto di far respirare meno schifo agli abitanti del pianeta Terra. La piattaforma Avaaz ha lanciato una raccolta firme non per impedire che Trump faccia quello che vuole – figurarsi le risate che si fanno nella Trump Tower davanti a una raccolta firme –, ma indirizzata a una coalizione di città, regioni e aziende che “tutte assieme, facciano rispettare gli obiettivi USA col clima”. E visto che un paio di settimane fa i sindaci di importanti città come Washington, Portland, Austin e Phoenix si sono dichiarati pronti a seguire questa linea è importante sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica e spingere per far seguire l’esempio di Google, che si è impegnata dal prossimo anno a usare il 100% energia pulita. E lavorare affinché nasca un movimento dal basso che porti le grandi aziende, le regioni, le metropoli e le città a capire da sole che il futuro è l’energia sostenibile, l’economia verde. Indipendentemente da Trump.

Una firma che Trump nemmeno leggerà, una raccolta firme che – come purtroppo accade spesso – non sarà vista dai potenti di questo mondo. Ma una firma che può essere l’inizio di un bel movimento di gente che tiene al nostro pianeta, e che vuole impedire che un ricco magnate lo metta a repentaglio.

Firma qui la petizione di Avaaz.

 

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