Una vita fatta di doveri

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Giunta nel periodo natalizio, ecco che puntuale arriva la domanda: cosa vorresti per Natale? Ti serve qualcosa? Nella mia mente cerco una risposta che abbia un senso e che possa essere a misura di borsellino, ma come sempre non mi arriva nulla. Un tetto ce l’ho, un lavoro ce l’ho, una discreta salute ce l’ho e per i miei cari è lo stesso. Si potrebbe forse stare meglio, ma anche decisamente peggio. Quindi credo sia bene accontentarsi ed essere grati.

Mi siedo al tavolo per il pranzo, con due dei miei quattro figli e iniziano a ruota libera a raccontarmi gli avvenimenti importanti della loro vita. “Al teatro di Natale devo fare il protagonista!” parte il primo, la seconda lo segue “Stasera devo fare i compiti!” e poi arriva di nuovo il primo “Stasera devo andare alla cena di classe!”.

Non entro in tema riguardo al fatto che occorre avere almeno 8 cervelli ben allenati per capire come legano i discorsi gli adolescenti (per loro c’è una logica ho scoperto!), quello che mi colpisce è il loro continuo dover fare qualcosa.

Faccio un veloce pensiero riguardo alla mia vita e mi rendo conto che anche io devo sempre fare un sacco di cose. Ma sarà realmente così? Io devo andare a lavorare, devo stirare e pulire i vetri. Devo studiare, devo cucinare e devo aiutare i figli a fare i compiti. Devo pure mettermi a dieta. E a breve dovrò fare i regali di Natale e dovrò andare a trovare a casa i parenti. … che ansia mi sale!

Par di vivere una vita fra doveri e basta. Ma sarà veramente così?

Premettendo che i figli talvolta mi rendono veramente Santa Martire e allora DEVO aiutarli a fare i compiti, mi accorgo che per la maggiore io ho scelto tutto quello che mi accade oggi. Ho scelto di sposarmi, di avere figli, di lavorare e di andare a scuola. Ho scelto di accudire la mia famiglia e scelgo ogni giorno di stare con quel santo uomo di mio marito. Ho scelto di avere un cane e di fare un presepe con la “resegadüsch”, che il cane continua a devastare.

Mi trovo a discutere sempre con quei figli che saltano di palo in frasca nei loro discorsi, stavolta li stupisco.

“Ma se provassimo a cambiare quel “DEVO” con un “VOGLIO?”

Proviamo assieme a sostituire e vediamo cosa cambia.

“Voglio lavorare, voglio stirare e pulire i vetri (perché amo la mia famiglia!), voglio studiare e aiutare i miei figli. Voglio pure mettermi a dieta!”

Lo stesso vale per i miei figli: “Voglio fare il protagonista al teatro e voglio andare alla cena di classe”.

E quasi per magia il suono cambia l’intenzione e mi par di viver una vita diversa, fatta di scelte e non di costrizioni.

E così anche il periodo di Natale pare meno faticoso.

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