Zali: prima i nostri? Già fatto!

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“(…) Quanto propone Gobbi lo abbiamo già sancito nel giugno 2015, con la revisione della legge che concretizza il principio oggi divenuto costituzionale”. È stata un’invasione di campo? “Ma no! Ha fatto proposte in svariati ambiti”. Uno è suo… “E da parte mia rispondo: già fatto”.

Un po’ politichese ma non impossibile da capire. Queste sono le ultime frasi dette da Zali in un’intervista a La Regione. In poche parole, lo stesso Zali dice che le misure volute da Norman Gobbi per l’applicazione di “Prima i nostri” sono state già decise un anno fa e sono già in uso.

Dunque a dirlo non è l’odiato Bertoli o il Soviet supremo dei $ini$tri, ma un suo collega in governo. E che sta succedendo nella fantomatica commissione capitanata da Pinoja? Pensiamo che:

  • Le misure da loro proposte per adesso, vanno in una sola direzione: il settore pubblico e il parapubblico;
  • Come dice anche Zali, in questi settori sono già applicate ampiamente da tempo;
  • Gli iniziativisti stentano un bel po’ a dare delle regole al settore privato. Perché? Semplice, il settore privato sono loro;
  • Il tutto finirà in un nulla di fatto, perché questa iniziativa era una presa in giro fin dall’inizio.

Finiti questi tristi giochini elettorali, sarebbe bello se i vari Pinoja, Aldi e Merlo, invece di proporre leggi fuffa, si rimboccassero le maniche per risolvere davvero il problema del lavoro in Ticino. Questo non succederà con una legge magica, ma con una visione diversa del futuro.

Nel nostro cantone ci sono delle opportunità, ma bisogna davvero avere il coraggio di superare gli steccati e di affondare le mani nello strame. Senza paura di sporcarsi. Gli interessi in gioco sono molti, ma la politica deve al cittadino i propri voti e la propria elezione. È ora di smetterla di fare gli interessi dell’economia e delle lobby, e di lavorare per chi vi ha votati.

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