Cattaneo, stai con Centonze o no?

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Andiamo con ordine. C’è la concreta possibilità che, a breve, chi lavora nei negozi annessi ai distributori di benzina possa godere di un contratto collettivo. Ci sono delle resistenze, come ogni volta che si tratta di provare a migliorare la vita di chi lavora in condizioni quasi impossibili. Conta il profitto, mica l’esistenza delle persone. E quindi ci sono delle resistenze.

Resistenze che sono particolarmente forti in Ticino. Riprendiamo da Ticinonews: “la nuova convenzione – che entrerebbe in vigore in primavera – prevede salari minimi di 3700 franchi, che scendono a 3600 nei cantoni di frontiera. Stando all’Associazione ticinese stazioni di servizio (ATSS) si tratta di un importo troppo elevato, “fuori dalla realtà”, ha detto al Blick il suo presidente Matteo Centonze.” Fuori dalla realtà. Ci ricordiamo tutti quello che dissero quando si era in campagna elettorale per il salario minimo a 4’000 franchi: lasciate perdere, meglio così, ne discutano le parti sociali, l’intervento dello Stato non serve a niente, anzi, è doloso, inutile. Bene: è con i Centonze che si dovrebbe trattare? È con chi ritiene “fuori dalla realtà” un salario minimo di 3’600 franchi lordi che si dovrebbe trattare? È con chi, se passasse la Riforma III delle Imprese, pagherebbe molte meno tasse ma che continuerà ad avere dipendenti che non arriveranno a fine mese che bisogna trattare?

E visto che siam qui, passiamo alla politica. Il silente Christian Vitta ha un presidente cantonale che non ha, nemmeno lui, ancora preso posizione in merito. La City Carburoil della famiglia Cattaneo è membra del comitato della ATSS, con la sorella di Rocco, Lorenza Cattaneo Colombi, e un altro rappresentante della ditta. Rocco Cattaneo potrebbe dirci da che parte sta? Condivide la proposta di CCL dell’associazione nazionale o condivide il secco no (sposandone pure le motivazioni) di Centonze? Sono domande che, a chi ha tanto parlato di condizioni di lavoro in Ticino, vanno fatte. Sperando arrivino delle risposte.

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