C’è una nuova notte dei cristalli dietro l’angolo

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Il “Muslim Ban” applicato da Trump ai rifugiati e ai comuni cittadini di 7 Paesi (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) è l’ennesima prova della bontà di due concetti semplici semplici: a) quest’uomo è un pericolo; b) i mattacchioni di sinistra, yankee e nostrani, che non vedevano differenze tra Hillary Clinton e Donald Trump dovrebbero riconsegnarsi a un più decoroso silenzio.

Non siamo di fronte solo a una pura e semplice indecenza, a un atto di razzismo e discriminazione religiosa: questo è il The Donald for dummies, è ordinaria amministrazione assieme a qualche battuta sessista e a qualche disabile preso in giro. No, qui stiamo assistendo al salto di qualità. Alla trasposizione nel mondo reale delle sue fantasie più assurde, a ciò che i Procuratori generali di 16 Stati hanno ritenuto incostituzionale.  I giornali ieri ci hanno raccontato di persone respinte per un decreto firmato mentre erano in volo, di Google che ha invitato i suoi dipendenti musulmani a non lasciare il Paese perché – sai com’è – rischierebbero di non poterci tornare. Nella notte appena trascorsa, dopo aver passato ore a smentire una possibile retromarcia, il capo di gabinetto, Priebus, ha affermato che i possessori di una carta verde possono muoversi indipendentemente dall’essere o no di un Paese nella blacklist. Un passo indietro? Forse, però quasi contemporaneamente la CNN ha scritto che Trump sarebbe pronto ad obbligare gli stranieri a comunicare i loro contatti sui social network e i loro contatti telefonici: c’è una nuova notte dei cristalli dietro l’angolo.

Trump e i suoi accoliti sono convinti che questo sia un decreto necessario per salvaguardare la sicurezza del Paese e, anche in Europa, c’è qualche capo popolo pronto a far propria ‘sta idea. Bene, è un piacere smontare questa certezza. Lo facciamo con l’aiuto di James Melville, che ha pubblicato su Twitter una semplicissima tabella diventata, grazie al cielo, virale. Nessun cittadino dei 7 paesi colpiti dal “Muslim Ban” ha ucciso un cittadino americano dal 1975 al 2015, dati sviluppati nel novembre 2016 e diffusi dai network NBC e CNN. Epperò c’è un bel grappolo di Paesi strettamente legati al terrorismo islamico – e che lo finanziano generosamente – per nulla sfiorati da questo decreto. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Libano ed Egitto ne sono infatti rimasti fuori. Trump e i suoi accoliti potrebbero quindi spiegare il motivo di questa scelta. Perché del terrorismo, in fondo, non gliene frega niente? Perché in quei Paesi Trump ha, guarda caso, interessi economici?

Sono tempi un po’ così, dove davanti a rigurgiti fascisti di tal fattura trovi il grillino che ciancia di democrazia e l’alternativo d’ordinanza che Hillary Clinton no, male assoluto, amica di Wall Street, uguale a Trump. In campagna elettorale i media – tutti, americani come europei – non hanno nascosto niente di Trump all’opinione pubblica. È stata indicata la Luna, si è scelto di guardare il dito.

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