Eritreo killer alle medie di Chiasso

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A volte ringrazio la mia buona stella. Io, come tanti ticinesi, sono cresciuto in quel Bronx che era la scuola pubblica.

Elementari nelle solite eterne baracche provvisorie. Roba da terremotati. Col Remo, uno coi capelli rossi che se gli girava ti tirava dei fichi che restavi lì sbaccalito. Per non parlare del Ruggiu, un sardo fortissimo. Ogni ricreazione sembrava una rievocazione de “I ragazzi della via Pal”, tra lanci di pigne e risse. Giravamo tutti armati di tiracambrette, altro che Harlem.

Sopravvivemmo per finire al ginnasio di Losone, nei tempi in cui c’erano le bande giovanili dei GPL e dei Faraons. In classe il Carlos, degno erede del Remo. Lui se tirava un fico manco facevi in tempo a vederlo. E al Bube, che a 13 anni era un buon quintale per 1 metro e 70, gli bastava caderti addosso. E il bullismo del Michel, ripetente stronzo come la morte.

E quando nevicava? Sembrava il bollettino della striscia di Gaza durante l’intifada: sanguinamenti, occhi pesti, docenti e direzione idrofobi. Praticamente l’ambulanza stazionava fuori. E il Maggini, grande come una casa, col giubbotto di jeans senza maniche, che ti sversava di sberle solo perché lo guardavi. Ma io ce l’ho fatta, io! Sono sopravvissuto all’inferno. E meno male che oggi c’è anche chi queste cose le scrive sui giornali, non come ai nostri tempi, dove questa dolorosa guerra silenziosa si svolgeva letale. Oggi c’è il Mattinonline:

“(…) La vittima si stava recando dagli insegnanti per lamentarsi dei compagni (…), che si stavano prendendo gioco di lui tirandogli delle palle di neve, quando il 14enne, che sarebbe in Ticino come asilante, ha cominciato a spingerlo, (…) Il giovane vittima di bullismo ha cercato di reagire, ma per tutta risposta l’eritreo gli ha tirato una violentissima testata. Il piccolo ha cominciato a perdere copiosamente sangue, (…)”

Bello lo sforzo. Apprezziamo, ma perché fermarsi qui? Io fonderei il Mattino dei piccoli. Il direttore ce l’avete già lì: il Boris è perfetto. Poi riportate risse, scazzottate, tirate di capelli e caccole attaccate sotto i banchi. Quella sfilza di piccole tragedie quotidiane che i 15’000 allievi delle medie ticinesi vivono ogni giorno. Ma non dimenticate chi copia i compiti o ruba le figurine. È quasi peccato riportare cose del genere saltuariamente. Un bel periodico leghista dove si fanno giustamente notare tutti gli atti vessatori che soprattutto i figli di stranieri, asilanti, profughi eccetera, attuano nella nostra scuola.

E il dipartimento sarà meglio che taccia, quando cerca di minimizzare questi fatti gravissimi con frasi di circostanza:

“ (…) l’Ufficio dell’insegnamento medio e la direzione della scuola media di Chiasso precisano che non si è trattato di un episodio di bullismo, come lascerebbe intendere il titolo dell’articolo, bensì di un litigio tra due ragazzi avvenuto sul piazzale innevato della scuola e causato dal lancio di palle di neve. Vi è stata una reazione inopportuna di uno dei due allievi, che ha causato una ferita al naso del compagno. Sono prontamente intervenuti il direttore della sede e il docente di classe. Si è prontamente verificato che i due allievi stessero bene, (…) Il maggior responsabile dei due sarà richiamato e sanzionato. La direzione avrebbe volentieri fornito una versione corretta dei fatti, se il giornalista gliel’avesse chiesta. (…)”

Facile minimizzare. E non date retta al Dipartimento. Chiedere non serve a niente, tanto nella scuola sono tutti buonisti e spalancatori di frontiere. A quei mammalucchi gli interessa più dei ragazzi che dell’ordine, roba da matti, e così fanno sempre finta che non succeda niente, quando tutti sanno delle orde di profughi sbavanti che massacrano giornalmente il nostro pargolame.

Cosa sono i problemi del Ticino di fronte a tanta tragedia?

 

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