“Il cambiamento passa anche da noi”

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Non serve a niente una porta chiusa. La tristezza non può uscire e l’allegria non può entrare.” Luis Sepulveda

Avrei voluto scrivervi ieri gli auguri di buon anno. Alla fine vi ho rinunciato, complice un po’ di influenza che mi ha bloccata a letto il primo giorno dell’anno, ma soprattutto perché a parte gli auguri, avrei arrischiato di scrivere delle banalità (non che quanto segue non lo sia, ma ieri sarebbe forse stato peggio): certo, di buoni propositi per l’anno che è appena cominciato, in fondo in fondo, magari un po’ nascosti e magari senza osare dirli, ne abbiamo tutti. Ma che dire di fronte a questo 2017 che è iniziato in maniera molto diversa da come è finito il 2016? Attentati e stragi a Instabul, ma anche a Bagdad e Somalia in soli due giorni. Guerre che continuano, colpiscono innocenti e si rafforzano a causa di interessi economici, mascherandosi dietro ideologie e religioni. I nazionalismi si rafforzano a scapito dei più deboli e di chi è più in difficoltà. Le disuguaglianze sociali ed economiche aumentano. Mai come tra il finire e l’inizio del nuovo anno alle nostre latitudini, i cambiamenti climatici sono stati così evidenti e un cambiamento del nostro stile di vita con una riduzione del consumo e dello spreco è più che mai urgente. Non so a voi, ma a me questo elenco spinge a battermi ancora con più forza per un futuro migliore, per più solidarietà e giustizia sociale. Per un mondo e un paese nel quale non sia l’altro, il diverso lo sconosciuto il problema. Per cercare di affrontare le cause dell’insicurezza e della chiusura, che spesso sono il divario sociale e la precarietà, senza per questo aver paura di essere tacciata di buonista o di illusa. Perché il cambiamento passa anche da noi. Di possibilità concrete ne abbiamo. Ad esempio, e per tornare nel concreto, opponendoci ai tagli nel sociale o alla concentrazione della ricchezza in mani di pochi.

Marina Carobbio

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