La coerenza dello sciacallo

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Avete presente Matteo Salvini, politico italiano, leader della Lega Nord, partito che ha una lunga storia di intolleranza verso il sud Italia, come peraltro il nome fa intuire?

Oggi la Lega si è trasformata in un partito nazionalista di stampo lepenista. Messi da parte i richiami identitari “local” e la ricerca di radici celtiche per argomentare la non italianità dei padani, la Lega ha recuperato l’italianità per diventare il classico partito di destra radicale che getta sugli immigrati qualsiasi colpa, senza disdegnare il più vergognoso sciacallaggio. La campagna di comunicazione salviniana, dopo le recenti scosse che hanno colpito il centro Italia, ne è la dimostrazione. Ha cominciato con un tweet, che è stato il primo di una lunghissima serie di analogo tenore: “Continue scosse di #terremoto in Centro Italia, neve e gelo. Altro che “migranti”, che il governo aiuti subito questi italiani!”. Ciò che colpisce è la sua tempestività nel mettere in relazione una catastrofe naturale (e il suo carico emotivo) con gli immigrati. Tra le righe, il tweet insinua un rapporto di causa-effetto tra qualsiasi forma di solidarietà verso i migranti e i disagi degli italiani.

Poi naturalmente ha rincarato la dose con altri mille interventi, su Twitter e su Facebook. Ma ha fatto di più. È andato nelle zone innevate colpite da terremoto e dalle valanghe, per parlare con la gente, ma soprattutto per farsi vedere, fotografare e riprendere. Infine è comparso in TV con i doposci, perché l’occhio vuole la sua parte, e i doposci rappresentano un segno fisico e tangibile di presenza nell’Abruzzo nevoso e martoriato dal terremoto. Forse state pensando che i suoi critici sono troppo severi. In fondo, al netto delle ingiustificate invettive contro gli immigrati e del tornaconto elettorale, Salvini ha fatto sentire la sua vicinanza. Peccato che la coerenza non sia il suo forte.

Perché mentre oggi Salvini urla e strepita sui social per esprimere la sua indignazione di fronte ai ritardi del governo nel soccorso alla popolazione sofferente, nel primo giorno di dicembre era assente durante una votazione importante al Parlamento Europeo. Certo, le assenze di Salvini non sono una novità, date che si è particolarmente distinto come assenteista durante tutta la sua carriera da europarlamentare. Solo che quel giorno si votava per sbloccare fondi destinati ai terremotati.

Questa è la vicinanza di Salvini nei confronti dei suoi connazionali in difficoltà quando non c’è l’occasione di farsi un selfie con i doposci.

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