Marcello Foa: mi stimano anche a sinistra

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Certo Foa, inoltre sei alto due metri e spari arcobaleni dal sedere. Dai, siamo seri e veniamo al dunque. Tutti ti stimano e l’attacco di Jermini è vile e infame però, guarda caso, nonostante l’oceano di stima che ti circonda, l’unico a difenderti è il tuo scudiero Pontiggia. Marcello Foa scrive in un pezzo ripreso dalla compiacente legatv, dove si lancia pericolosamente in un autolaudatio che sa veramente di poveraccio. Ma leggiamo, che è da scompisciarsi:

“Eh sì, sono cose che capitano. Una bella minaccia, condita di insulti. Totalmente gratuiti. Non è la prima e non sarà l’ultima. Ma è significativa perché a proferirla non è stato un utente qualunque, bensì un personaggio di un certo rilievo del Canton Ticino, Marco Jermini (…)”

Minaccia condita di insulti? Ma dove? E poi è la verità. Tu, Foa, sei oggettivamente “monotono” e da noi “hai davvero trovato l’America” dopo che te ne sei andato dalla corte del nano di Arcore.

(…) (Jermini NdR) si è lanciato in un attacco violentissimo e sconclusionato contro la mia persona. Mi ha descritto giornalisticamente come “peggio del peggior Emilio Fede” (!), mi ha trattato da “fuco residuo della cultura del cavaliere chitarrista sulle navi” (!!) e, per la salvezza del Cantone ha dichiarato che “bisogna imparare a eliminare” persone come me (!!!).”

Dunque, Foa, ti do una brutta notizia: Tu SEI oggettivamente peggio di Emilio Fede, e sei stato alle dipendenze di Berlusca. Jermini dice solo che bisogna eliminare, lo ammetti anche tu continuando col tuo panegirico autoincensante, pseudo imprenditorucoli come te e come quelli che sfruttano il Ticino per farsi i loro affari.

“(…) Ringrazio il direttore del Corriere del Ticino, Fabio Pontiggia, che ha subito preso le mie difese sia su Facebook, sia, questa mattina, sul giornale. E rassicuro subito i lettori: le minacce non vanno prese sul serio. Non credo che questo signore, che peraltro nemmeno conosco personalmente, sia tanto sconsiderato da passare alle vie di fatto.”

Appunto, come dicevamo: visto che lo paghi, ci mancherebbe anche che Pontiggia non ti difenda.

(…)Il paradosso è che il sottoscritto – lo ricordo, sono cittadino svizzero e italiano – beneficia in Italia di una stima che è apolitica e sempre più trasversale: molti intellettuali e molti lettori anche di sinistra mi seguono e mi apprezzano pubblicamente per il coraggio e per l’indipendenza intellettuale delle mie posizioni. Anche in Ticino sono stimato come riconosce, lo stesso Jermini scrivendo che mi “leggono purtroppo in tanti”. (…)

Allora Foa, portamene due che a sinistra ti stimano. Giuro che appendo la penna al chiodo e mi ritiro in montagna ad allevare bachi da seta. E poi dai, la sviolinata che ti fai addosso è veramente indecorosa. Oltre alla puzza di narcisismo che si sente fino a Tranvate sul Menisco, la stima trasversale la vedi solo nei tuoi sogni più turpi.

“(…) La gravità sta nel fatto che il signor Marco Jermini è direttore del Laboratorio cantonale; dunque è un alto funzionario del Cantone. Il quale, insultando me, infanga soprattutto le Istituzioni e i cittadini del governo, che in alcun modo possono sentirsi rappresentati da chi si arroga il diritto di minacciare un giornalista “colpevole” di guidare il più grande gruppo editoriale della Svizzera Italiana e, soprattutto, di essere scandalosamente libero.”

Qua ho riso talmente tanto che sono entrato in apnea e a casa mi avevano dato per morto. Chi? voi del Corriere scandalosamente liberi? Il gruppo MediaTi? Dai, ne avevamo già parlato più di una volta. Poi un giorno ci spieghi anche perché Marco Jermini, parlando male (a ragion veduta) di te, infanga istituzioni e cittadini. Concludi firmandoti: giornalista.

Ultimo coup de théâtre di un vero, grande comico.

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