Oggi il freddo morde

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Mesi di autunno tiepido e compiacente ci hanno abituati e adesso sembriamo meno preparati al freddo. Il freddo però lo conosciamo, siamo comunque ai contrafforti delle Alpi. E sai che finché esci dall’auto per entrare in casa va bene, ma appena devi restare all’aperto per una decina di minuti cominci a sentirlo. Nelle dita, sul naso, quel freddo bastardo che ti fa accartocciare le dita dei piedi, quelle dita che non trovano requie e diventano come gessetti induriti.

Il freddo peggiore che ricordo, l’ho patito a militare, a Soletta, sotto un camion con la pancia a terra a fare la guardia. A un certo punto sento un rumore e mi accorgo che sono i miei denti che battono. Fino ad allora credevo fosse una metafora. Mi tremava la mascella e proprio non riuscivo a farli smettere. Freddo bastardo.

E in questi giorni devo vedere dei poveri Cristi, che siano moldavi, russi o eritrei poco importa, sdraiati alla stazione di Chiasso a rubare un poco di calore dai riscaldamenti delle sale d’aspetto. E mi chiedo, vergognandomene, perché uno dei paesi più ricchi d’Europa non sia in grado di avere uno straccio di ricovero per i senzatetto. Questo mese a Como, le ronde di “Accoglienza fredda”, con temperature tra i -3 e i -8 gradi centigradi, hanno raccolto in media una sessantina di persone per notte, tra cui anche donne e minori. In Ticino, la polizia ci fa sapere che la situazione non è grave. Certo, non lo è finché qualcuno non rimane stecchito sotto una panchina, finché qualcuno triste e depresso non deciderà di lasciarsi andare.

La vera vergogna è che sia a Como sia in Ticino, sono solo le associazioni caritatevoli e private che fanno qualcosa, lo Stato se ne sbatte allegramente. E sì che aprire temporaneamente per 2 o 3 mesi un ricovero della Pc, non deve essere una cosa impossibile, o no? Chi di noi non ha patito il freddo? E chi di noi riesce a immaginarsi di essere all’aperto, alle 3 di notte, con una coperta a cercare un posto dove sdraiarsi e sapere già che i baci del gelo lo coccoleranno fino al mattino? Senza speranze, senza un lavoro, senza sogni, un po’ di calore può essere la vita.

Ma noi alla sera torniamo nelle nostre case calde, magari davanti al camino con un plaid sulle ginocchia. A noi che ci frega di un disperato che guarda la luna, digrignando le dita dei piedi.

Ma non tutti stanno con le mani in mano. Un’interrogazione parlamentare di Giorgio Fonio (PPD) insieme a Henrik Bang (PS), Andrea Giudici (PLR), Giancarlo Seitz (Lega) e Michela Delcò Petralli (Verdi) ha chiesto di intraprendere i passi necessari per aprire perlomeno i rifugi della PC in caso di condizioni climatiche estreme.

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