Questo è il volto della democrazia

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“Che faccia ha la democrazia? Questo è il volto della democrazia!” Così cantavano migliaia di persone mentre camminavano lungo le strade del centro di Chicago sabato mattina. Anch’io mi sono unita alla Marcia delle Donne che ha avuto luogo in molte città degli Stati Uniti e in tutto il mondo per manifestare contro la presidenza Trump.

Ero atterrata a Chicago solo poche ore prima della Marcia, dopo un soggiorno di due settimane in Italia, ma la spossatezza per il viaggio di quasi 24 ore è quasi svanita nel momento in cui mi sono trovata nel mezzo della incontenibile folla che marciava in nome dell’amore, “l’amore che sconfigge l’odio”, ma anche “L’amore che Trump odia” [N.d.R. Gioco di parole: nell’originale inglese “love (that) trumps hate”, il verbo trump significa “sconfiggere” ma è anche Trump come soggetto del verbo hate, odiare ], come recitavano molti cartelli branditi durante la Marcia.

Dalle elezioni presidenziali dell’8 Novembre 2016, io, come molti, ho avuto serie difficoltà a tentare di dare un senso a ciò che avveniva nel Paese che ha sempre presentato se stesso come ambasciatore della democrazia, della libertà e del rispetto per gli “altri” diversi. Come studentessa formata nell’ambiente intellettualmente aperto e liberal dell’Università di Chicago, ho trovato difficile comprendere ed accettare ciò che appare come una legittimazione di sentimenti nazionalisti, xenofobi e misogini. Perplessa, non riuscivo a trovare un modo per incanalare la mia frustrazione e il mio sconforto, fino a ieri, quando mi sono ritrovata circondata da centinaia di migliaia di persone che sono scese in strada per combattere contro ogni forma di discriminazione: di genere, etnica, razziale o sessuale.

Circa 250 mila persone hanno partecipato alla Marcia a Chicago, un numero impressionante che ha nettamente superato le stime della prima ora. Sotto il cielo limpido di un’insolitamente calda giornata d’inverno, sono stata  sospinta in avanti dal mare di persone. Improvvisamente ho sentito qualcosa o qualcuno tirarmi all’indietro. Mi sono voltata, e ho visto una bambina che teneva le cinghie del mio zaino. Mi ha sorriso. I suoi scintillanti occhi azzurri hanno scaldato il mio cuore e mi han fatto sentire che lei merita di vivere in un mondo diverso. Eravamo lì tutti insieme per creare un cambiamento.

C’era qualcosa di ipnotico nel cantare parole di amore, solidarietà, rispetto. Questo è il potere della gente. Ti travolte, ti trascina, ma al tempo stesso ti rinforza. Ti fa comprendere che non sei sola, e che i vuoi valori sono i valori di molti. Unisce, può suscitare una rinnovata speranza. La Marcia delle Donne sabato è stato un evento storico: uno di quelli che ricorda a tutti noi che il gioco non è finito, che insieme possiamo e abbiamo la responsabilità di continuare a lottare. Questo è il volto della democrazia.

Chicago, 22/01/2017

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