Robbiani, e via con l’ennesima bambanata!

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Evvai con la solita interrogazione imbecille di Massimiliano Robbiani. Dopo il “caso” della collaboratrice messicana che ha lavorato per 24 giorni in RSI, adesso tocca al dipendente torinese del centro di dialettologia. Le domande di Robbiani:

  • 1. Corrisponde al vero che il DECS ha assunto un collaboratore per il Centro di dialettologia proveniente da Torino?
  • 2. Se si, nel nostro Cantone non esiste nessuno con un profilo adeguato per poter svolgere questa funzione?
  • 3. Come mai proprio il DECS, che dovrebbe essere il primo a dare l’esempio, assumendo personale indigeno dopo il voto popolare “Prima i nostri”, continua a cercare collaboratori oltre confine?
  • 4. Di cosa si occupa precisamente questo collaboratore? Qual è la % di impiego?

L’impiego è al 60% e finanziato dalla confederazione e no, non ce n’era uno in Ticino, il suo è un profilo raro, ricercatore in onomastica, e cioè l’origine dei nomi. Era stato cercato anche in Ticino, senza trovarlo. Era comunque e come al solito sufficiente chiedere al Centro di Dialettologia senza scomodare il Consiglio di Stato che dovrà spendere ulteriori soldi per domande cretine che hanno già una risposta. Ma si sa com’è, i soldi che fa sbattere via Robbiani con le sue interrogazioni al limite del ridicolo e che pagano i ticinesi non contano. Robbiani sfrutta per l’ennesima per farsi pubblicità casi inesistenti.

Mentre il cantone si dibatte nelle difficoltà, questo è quello che continuano a tirare fuori i leghisti, continuando ad attaccare Stato e parastato, quando i capoccia di Prima i nostri come Bignasca, Siccardi e Pinoja hanno frotte di frontalieri a lavorare per loro. Ma lì, che strano, nessuna interrogazione. E la gente comincia a chiedersi, Robbiani a parte, quando i vincitori di “Prima i nostri” produrranno qualcosa di decente, oltre che chiedersi quanti frontalieri lavorino in Banca Stato. Prima di scoprire che su 400 dipendenti, 400 sono i residenti.

Dai, adesso basta Robbiani, a prescindere dalle idee politiche, ci ha rotto le balle. Vuoi sapere quanto costa il pane? Chiedi alla Migros o alla Coop, non al Consiglio di Stato. Non sai quanto prende un operaio edile? Chiedi alla SSIC, non serve un’interpellanza. L’amministrazione cantonale compra il caffè? Non è il caso di fare un’interrogazione parlamentare per sapere se è svizzero. Questo NON risolve i problemi dei ticinesi, serve solo a buttare soldi dei contribuenti.

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