“Semina il vento”

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“Mi tornarono alla mente le teorie di un certo Anderson, che avevo studiato all’università per un esame di sociologia. Anderson parlava di “comunità immaginate”; non “immaginarie”, ma proprio “immaginate”, nel senso che certe comunità sono assolutamente reali, ma si basano su un’appartenenza creata a tavolino, su legami costruiti a partire da una proiezione dei propri desideri. I membri di una comunità immaginata rifiutano l’idea di esser un gruppo ristretto e pensano di essere l’avanguardia di un’immensa schiera di persone che la pensano come loro. Le lingue generano comunità immaginarie, le quali si compattano intorno all’uso di un certo linguaggio appunto. Le religioni creano comunità immaginarie e quello che Shirin e i suoi amici stavano facendo ne era un chiaro esempio: stavano mettendo insieme una serie di codici, di rituali e di pratiche in cui riconoscersi, in cui inventare delle radici, dei miti di fondazione. E soprattutto stavano mettendo insieme un certo numero di nemici contro cui battersi, perché senza l’odio e la guerra, la loro comunità, costruita sul nulla, si sarebbe presto dissolta. E la stessa cosa stavano facendo i leghisti in Italia e i razzisti in tutta Europa, per trovare una ragione d’esistenza. Ogni comunità generava quella avversa; erano speculari e complementari: non avrebbero potuto vivere gli uni senza gli altri, senza seminare il vento dell’odio, fingendo di ignorare che quel vento, prima o poi, si trasformerà nella tempesta che li spazzerà via per sempre, e noi con loro.”

“I signori dell’odio siedono in comodi scranni parlamentari o in grandi palazzi ricchi e ornati; si illudono di poter usare quell’odio in dosi medicinali, magari omeopatiche, e poi di riuscire a controllarlo, come una terapia che dovrebbe distruggere solo le cellule malate. Ma l’odio non si controlla; l’odio rompe gli argini e dilaga, si alimenta di se stesso e travolge tutto: il ventesimo secolo ce l’ha insegnato, ma noi non abbiamo imparato nulla. Chi semina il vento raccoglierà tempesta.”

Alessandro Perissinotto

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