Senza pazienti, guadagni di più. Ma ci rimettono i malati

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Nadir Sutter fa parte del comitato cantonale UDC, come Presidente Distretto del Mendrisiotto. Diciamo che non è forse importante come Piero Marchesi, ma nemmeno il primo che passa per strada. Sutter ha a cuore i costi elevati della nostra cassa malati e fin qui niente di male, per carità. I costi dei premi schizzano verso l’alto ogni anno che passa e tra poco tempo le banche potrebbero inventare l’ipoteca CM dopo quella per la casa. Inutile nascondere che questo è davvero un argomento che sta a cuore a tutti quelli che si ritrovano alla fine del mese cercando di fare i salti mortali per far quadrare il bilancio domestico. E così Sutter si mette a pensare e partorisce questa riflessione, che riporto pari pari.

Io sarei per il sistema a scala. Un medico stipendiato bene è responsabile del benessere di un certo numero di persone, considerata una scala che tiene conto di età media, ecc. (il circondario). Appena uno sta a letto ammalato scatta un malus, e il medico responsabile prende un po’ meno di stipendio. Gli ospedali, gli specialisti, pagati il giusto, lavorano allo stesso modo, più è lunga la degenza, meno prendono, un giusto c’è sempre, ma non di più. Il massimo lo prendi se non hai pazienti. Vale pure per tutti gli specialisti, dallo psicologo al terapista. Ottima paga fissa e malus. Più il paziente costa (medicine inutili, ecc,) e più a lungo fa venire il paziente a trovarti , meno prendi. Ogni medico ha tutto l’interesse affinché il malato guarisca, curato bene, e in tempi giusti. Il paziente ha pure più responsabilità verso se stesso, fumo, alcol,ecc.

Ho riletto più volte il ragionamento di Sutter e mi auguro che questa riflessione sia stata fatta in buona fede. Mi permetto però di fare qualche osservazione su quanto scritto sopra. In un mondo ideale le persone nascerebbero tutte sane, vivrebbero tutte con un tetto sulla testa e il frigo pieno, farebbero sport, avrebbero un lavoro e morirebbero di vecchiaia. E non esisterebbero i medici, perché sarebbe una categoria inutile. Purtroppo però le cose vanno diversamente e per questo motivo le chiedo, signor Sutter, di mettersi nei panni delle situazioni che le elencherò e di provare a darsi delle risposte.

Immagini di tornare a casa una sera dopo una cena passata in compagnia di amici. La serata è stata bellissima, non vedeva alcune persone da anni ed è stato piacevole ritrovarle. Sta guidando verso casa quando all’improvviso un’auto che le viene incontro perde il controllo e urta contro la sua. Il povero autista si è sentito male e non ha potuto fare niente per evitare l’impatto. Il conducente dell’altra auto viene trasportato al Cardiocentro, lei viene operato d’urgenza per fatture multiple, ma per rimetterla in sesto ci vorranno diverse operazioni, seguite da molte sedute di riabilitazione e fisioterapia. Forse le serviranno incontri dallo psicologo per superare il trauma. Ecco, secondo il suo ragionamento, i medici non guadagnerebbero quasi niente. Forse potrebbero diminuire le operazioni solo per poter guadagnare di più, mettendo a rischio la sua salute e la sua ripresa. Il suo psicologo potrebbe dirle dopo la prima seduta che ha superato brillantemente il trauma e che i suoi incubi ricorrenti o la paura di rimettersi al volante passeranno da soli.

Una persona a lei cara non si sente tanto bene da diverso tempo. Dopo alcune analisi i medici le comunicano che ha una malattia grave, che faranno di tutto per curarla. Dopo vari tentativi però ci si rende conto che non ci sono cure adatte e le danno pochi mesi di vita. Qui si aprono molti scenari possibili. Dal rimandare a casa la paziente dopo i primi esami dicendole che non è niente di grave. Rimbalzare la persona a lei cara da un medico all’altro per non ricevere il malus. Accorciare le cure. Banalizzare i sintomi.

Sua moglie le comunica di aspettare un figlio. Siete al settimo cielo. Dopo alcuni controlli, il vostro medico si accorge che il vostro bambino ha qualcosa che non va, perciò richiede esami approfonditi. I risultati parlano di problema congenito, che accompagnerà vostro figlio per tutta la vita. Questo significa cure adeguate e costanti, ricoveri periodici, esami, cure costose e una qualità di vita che porterà la vostra famiglia a lottare per permettere a vostro figlio di inserirsi nel mondo che spesso non aspetta le persone in difficoltà.

Potrei farle molti più esempi di persone che necessitano di cure costanti per molti anni o per tutta la vita. Se lei o un componente della sua famiglia vi trovaste in una di quelle situazioni, vi mettereste fiduciosi nelle mani di medici il cui guadagno è dettato soprattutto dal non avere pazienti? O da medici che hanno prestato il Giuramento di Ippocrate per il bene dei pazienti e non solo per il loro guadagno? Voglio sperare che lei abbia scritto queste righe pensando ad un mondo perfetto, ma nel mondo reale ci sono situazioni che non si augura a nessuno o che si spera, molto cinicamente, capitino sempre agli altri.

Ma non è così, a volte capitano anche a noi o a chi ci sta vicino. E allora forse in quel caso lei vorrebbe un medico che mette il suo lavoro e le sue capacità al servizio del paziente e non del suo conto in banca.

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