Signor Ferrazzini, non capisco questo astio

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Ci ha già pensato Henrik Bang, a rispondere a Ferrazzini, ex vice sindaco e attualmente Consigliere comunale di Chiasso. Non conosco Ferrazzini, ma il suo atteggiamento nei confronti dei senzatetto a Chiasso mi ha lasciato molto perplesso. Ho percepito un approssimazione e un pensiero che di solito non alberga a sinistra, leggendo ciò che Ferrazzini ha scritto su Ticinonews:

un consigliere comunale e deputato pipidino che, con tanto di chilometrica intervista televisiva, ha interpellato il Municipio parlando di consizioni drammatiche”, “una sua collega verde che gli ha fatto eco”, “il sindaco e un suo collega di Municipio che si recano a visitare due persone che dormono presso la stazione” e “l’arciprete che occupa la prima pagina di un quotidiano per aver aperto uno scantinato per un riparo ad eventuali senzatetto (ma non sarebbe questo un normale servizio cristiano?)”. (…) “Gente che dorme all’aperto, se dovesse capitare, rappresenterebbe una straordinarietà e nella sala d’attesa della stazione è da decenni che dormono, per propria scelta di vita, persone di varia provenienza ed esperienza“.

Signor Ferrazzini, non capisco questo astio. Mi sembra strano, soprattutto in questo periodo di scarsa pietà verso accattoni e migranti, che dei politici si vogliano fare pubblicità aiutando dei senzatetto. Figuriamoci poi un prete che, come dice lei, si spera lo faccia perché la chiamata del suo Dio glielo impone. Ed è coraggioso comunque, Don Feliciani, perché non mi sembra ci sia la fila di preti che aprono chiese, e lo dico da ateo convinto.

Ignorare questo problema come se fosse marginale è pericoloso, perché chiama il morto. È sufficiente una notte in cui il termometro scende, come in questi giorni, ai meno 7 meno 8 gradi, per rischiare l’ipotermia e il decesso. Anche se uno fa il senzatetto per scelta, non significa che voglia morire per forza. Di sicuro, come dice Bang, non lo fanno i moldavi alla stazione di Chiasso, non lo fanno le decine di migranti raccolti a Como in queste notti e non lo faceva il povero Ignazio morto nell’incendio di una cantina dove aveva trovato rifugio dal gelo.

Anni fa ho collaborato a un libro che parlava di prostituzione. Ne ho curato impaginazione, disegni e ho anche fatto un’ intervista a una prostituta rumena poco più che ventenne. Le garantisco una cosa signor Ferrazzini, anche qui c’è il luogo comune che lo facciano per scelta. La scelta di Giovanna, chiamiamola così, era di lavorare come cameriera in Romania per 300 euro al mese e vivere con la madre disoccupata il fratellino e lo zio in una casa senza acqua corrente. Era carina, e “ha scelto di prostituirsi, prima in Spagna e poi in Svizzera”. Mesi di fila, senza libero, senza vacanze, con una decina di clienti al giorno. Mandava quasi tutti i soldi a casa.

Ecco, a me dispiace che una persona di sinistra sia così generalista e poco attenta ai bisogni degli ultimi della Terra, di quelli che vedono magari una mano tesa, come la differenza tra una giornata grigia e ignobile e una col sole. Fonio è un furbacchione, non ci piove, ma ha anche il coraggio delle sue opinioni, e di questo non si può fargli una colpa. Don Feliciani è sempre stato in prima linea per aiutare i migranti, così come Lisa Bosia, socialista, e tanti volontari di ogni colore. Mi piacerebbe che domani desse una mano anche lei. Vada anche lei ad aiutare servendo pasti ai migranti o anche solo aiutando un senzatetto a trovare Casa Astra. Così capiremo di esserci sbagliati su di lei, e non c’è ironia in queste parole, ma un vero richiamo. Ognuno di noi può fare qualcosa, e al contempo non fa mai abbastanza.

Proviamoci insieme invece di farci la guerra, potremo migliorare il mondo. Pochino forse, ma con impegno.

 

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