Tanto tuonò che piovvi

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“Sto dicendo che ad Airolo nevica, suvvia bingo rilassati, speriamo che piovi sul resto del Ticino, così finalmente i valori potranno essere abbattuti ovunque.”

Questo è un post di Paolo Beltraminelli, in risposta al deputato PS Henrik Bang che lo aveva ripreso perché esasperato dall’atteggiamento squisitamente ludico del ministro in merito all’inquinamento dell’aria. Speriamo che la padronanza dei tempi verbali del ministro della sanità non si ripercuotano anche sulla sua conoscenza del tempo meteorologico, che sembra essere l’unica arma per proteggere i cittadini.

Scherzi a parte, l’esasperazione di Bang non è la sola: i cittadini di luganese e mendrisiotto sono quotidianamente confrontati con valori delle polveri fini che superano ampiamente quelli raccomandati. Sono decine, addirittura centinaia i giorni in cui i polmoni di chi abita soprattutto nel Sottoceneri sono messi a dura prova. E in questi giorni la cappa di inquinamento è anche ben visibile. D’altronde lo dice pure Franco Cavalli, uno dei più grandi oncologi a livello internazionale: le polveri fini fanno più danni del colesterolo.

È per questo che l’atteggiamento del ministro della sanità risulta sempre più irritante e al limite del derisorio, come quando scherza sul fumo in auto che è più dannoso o quando fa battute sul tempo, facendo comprendere che le uniche misure che egli è in grado di mettere in campo sono la speranza che neve e pioggia abbattano a terra le PM10 e le loro sorelline ancora più piccole e insidiose. Danni permanenti all’apparato polmonare, asme croniche, bronchiti e tumori sono il regalo che quotidianamente ricevono gli abitanti del Sottoceneri, senza che il nostro governo attui misure che non siano semplici tappabuchi, come gli 80 all’ora in autostrada. Siamo, come sempre, alla solita politica miope che non risolve i problemi ma ci mette una pezza quando si presentano.

Anche qui serve una visione: delle regole e delle direttive cantonali che costringano aziende e privati a seguire un certo percorso. La paura di perdere il cadreghino continua a immobilizzare Beltraminelli come una statua di sale. Nessuna misura seria, che dovrebbe essere concertata anche con Gobbi e Zali, viene introdotta. La soluzione? Possiamo provare a ragionarci anche se non siamo esperti: obbligo al più presto di modificare i sistemi di riscaldamento, cercando di andare nelle direzione del meno inquinante possibile, implementazione di solare o geotermico, obbligo per le costruzioni nuove di seguire criteri energetici, favorire un parco macchine ecologiche, trasporti pubblici gratis a determinate condizioni, o con forti sconti. Tutto questo costa e non piace al cittadino. Ancora meno però ci piace morire tossendoci fuori i polmoni un po’ per volta. E questi concetti, che possono sembrare estremi, sarebbero solo un pallido tentativo in una situazione sempre più degradata.

Di sicuro non si risolve niente con la speranza che piova, perché ogni giorno che non piove ci ammaliamo un po’ di più e i nostri polmoni assorbono sempre più particelle che sedimentano insidiose, si depositano e creano tumori. Non so, preferite avere l’auto o la vostra vita? Siamo estremi dove il ministro è minimalista, ma qualcosa, ripetiamo, va fatto. E Beltraminelli, beltradorme.

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