Un caffè con Don Feliciani

Pubblicità

Di

Don Gianfranco Feliciani mi accoglie nel suo appartamento di Chiasso in un pungente pomeriggio di gennaio. Il motivo della visita è quello di parlare della sua ultima iniziativa solidale, ovvero aprire degli spazi della Chiesa ai senzatetto, per ovviare al freddo che di notte si fa ancora più duro e insistente in questo periodo. Don Feliciani mi accoglie e mi fa accomodare in cucina mentre prepara un caffè con la moka. E chi se lo ricordava il caffè con la moka, la preparazione, l’attesa che il caffè “salga” e il borbottio che preannuncia la degustazione. Ormai con le macchine a capsule anche il caffè è un momento da consumarsi velocemente. Con Don Feliciani ci si prende tempo, e si intavola il discorso.

“Non è la prima volta che promuoviamo iniziative del genere, anzi, regolarmente alla mensa dell’oratorio due volte a settimana cuciniamo un pranzo aperto a tutti. Parlo delle persone che non hanno dimora o a chi non ce la fa, sempre più è gente che abita qui a frequentare la mensa. Gli immigrati, quelli al centro rifugiati di Chiasso, quelli hanno una loro mensa all’interno del Centro. Quello che mi ha sorpreso è stata la risonanza che questa iniziativa ha avuto e l’ondata di solidarietà che è riuscita a creare: ho ricevuto parecchie chiamate da parte di chi voleva dare una mano, un contributo, o faceva segnalazioni di gente che non aveva dove andare per quella sera e dormiva sui pavimenti della stazione. In realtà lo spazio è piccolo, c’è posto per 4 o 5 persone, vi è un locale e tre bagni. Lo spazio è sempre aperto e vi si accede dalla porta del campanile. Il più delle volte è gente dell’Europa dell’est, a due passi da questo nostro occidente. Pensare che la povertà sia solo quella oltremare e lontana da noi è un errore.”

Da questo momento la discussione prende un’altra piega, il caffè è ancora bollente nella tazzina e lo sorseggio a piccole dosi. Entriamo in una dimensione più ampia, usciamo dal piccolo gesto per andare a vedere cosa ci sta dietro.

“È tempo che scatti una solidarietà nuova, perché c’è un nodo scorsoio che si sta stringendo attorno a tutti noi, o ci muoviamo o ne verremo soffocati. Non può esserci carità individuale senza una visione politica del problema, e il problema della povertà non lo si combatte erigendo muri o respingendo i migranti. Quando il povero non sarà più il migrante africano, ma saranno “i nostri”, come si comporterà chi oggi disprezza ed è insofferente al povero proveniente dal terzo mondo? Personalmente ritengo una bestemmia chi erige muri a difesa della cristianità, il cristianesimo è accoglienza e apertura verso il prossimo. Lo stesso Papa Francesco, in visita a Lampedusa, ha detto che i poveri sono un monito a cambiare un sistema ingiusto.”

L’evangelico “bussa e ti sarà aperto”. Un concetto tanto semplice nella sua formula quanto difficilissimo nella sua applicabilità. Don Feliciani ha ben chiaro il messaggio che intende far passare, io seguo affascinato questa sorta di omelia in forma stretta e tento di tenere il ritmo, cercando di cogliere e riportare su carta i concetti espressi. C’è ancora il tempo per un secondo caffè e per focalizzarci sulla nostra realtà.

“Se la Svizzera per secoli ha saputo godere della stima e del rispetto della comunità internazionale non è stato certo per la forza del suo esercito, ma per lo spirito di solidarietà ed accoglienza che ha sempre contraddistinto la politica nazionale. In questo senso gli svizzeri hanno saputo creare La Croce Rossa ed ospitare la sede europea dell’ONU. In quanto cittadini svizzeri, amanti della democrazia, abbiamo il dovere di difendere i rifugiati e non difenderci dai rifugiati, altrimenti “democrazia” risuonerebbe come una parola vuota.”  

L’imbrunire sta ormai avvolgendo Chiasso, tra poco Don Feliciani ha da celebrare messa. Mi congeda regalandomi un suo libro intitolato “Frontiere Aperte”, che dopo questa chiacchierata pare solo una logica conclusione di un percorso. Lo ringrazio dell’accoglienza e della disponibilità.

Esco di nuovo ad affrontare la strada ed il freddo, ma malgrado il sole sia calato sembra fare meno freddo. O forse è solo una mia impressione.

O forse a tenere aperte le porte non entra il freddo, ma si espande ancora più calore, specialmente umano.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!