Beltraminelli come Gobbi?

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Ci sarebbe il sindacato UNIA, dietro all’operazione che ha portato all’arresto di Marco Sansonetti, gestore della ARGO 1 di Cadenazzo, agenzia di sicurezza. Infatti, risalgono a quasi un anno fa le prime segnalazioni in merito a delle irregolarità. Si parla di usura, sequestro di persona, atti di violenza e, ancora, inosservanza della legislazione sul lavoro e della Legge sulle attività private di investigazione e sorveglianza.

Capitan Marco era un duro e un violento. Urlava sempre e minacciava di rimandarci al nostro paese, Avevamo paura, qualcuno diceva di essere stato picchiato”.

Queste le testimonianze di alcuni residenti del centro che, ricordiamo, ospita dei minorenni. Un clima di intimidazione e violenza, poi confermato dagli stessi agenti dipendenti del Sansonetti. Ma torniamo alla ARGO 1. Già al momento dell’assegnazione dell’appalto qualcosa non quadrava. Pare, infatti, che una volta ricevuto il mandato Sansonetti fosse in cerca di dipendenti, e che la ARGO 1 constasse del solo titolare, lui stesso. La ARGO 1, beneficiaria di un incarico diretto, era nata 6 anni fa come impresa di costruzioni generale, e in pochi anni aveva cambiato nome 3 volte e 4 volte il recapito. Come questa ditta si possa essere poi convertita in agenzia di sicurezza e avere preso un appalto così sensibile con tutte le aziende che ci sono sul territorio, è un mistero a cui Beltraminelli dovrebbe rispondere.

Il titolare della ARGO 1 di Cadenazzo sarebbe stato fermato in seguito alle segnalazioni di alcuni dipendenti che, in prima istanza, lamentavano di indennità malattie non pagate, di accordi poco chiari e di salari pagati parzialmente in nero. UNIA avrebbe allora monitorato stretta l’azienda e avrebbe agito appena in possesso di prove per incastrare Sansonetti. Insomma, un pasticciaccio indegno che, per l’ennesima volta, coinvolge una ditta che lavorava per lo stato del cantone Ticino. In seconda battuta gli stessi agenti avrebbero lamentato, tra le righe, il comportamento violento del Sansonetti nei confronti degli ospiti. Segnatamente, il caso documentato di maltrattamenti riguarderebbe un minore ospite a Peccia che, rientrato ubriaco, sarebbe stato ammanettato e poi provocato dal Sansonetti con uno spazzettone da gabinetto. Lo stesso Sansonetti gli avrebbe anche spruzzato dell’acqua chiedendogli se aveva sete.

Ricordiamo, per dovere di cronaca, che i richiedenti l’asilo NON sono dei detenuti, e ci rammarichiamo che il DSS affidi a individui così dubbi la gestione di persone sensibili come i profughi minorenni. Ragazzi per cui sarebbe molto meglio avere degli educatori coadiuvati da agenti appositamente formati in ambito pedagogico.

Forse non siamo di fronte a uno scandalo, ma di sicuro a dubbie questioni e a una faciloneria che lascia di stucco. Speriamo che Beltraminelli non dia la colpa a qualche straniero come il suo collega Gobbi, ma che si assuma la sua responsabilità e faccia pulizia immediatamente rimediando al trattamento indegno a cui sono stati sottoposti questi ragazzi.

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