Blocher europeista grazie a… Trump

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Christoph Blocher lo conosciamo tutti, e la sua sortita in cui attacca ad alzo zero Donald Trump ci ha un po’ stupiti: di solito tra imprenditori xenofobi ci si intende. Eppure…

… eppure in questo caso non è andata così. I virgolettati sono inequivocabili. “Se crede di poter far cambiare idea a tutti coloro che prediligono i prodotti cinesi riportandoli ad amare il ‘Made in USA’, allora sta sognando”, afferma il tribuno zurighese che, evidentemente in splendida forma, rincara addirittura la dose: “Se gli USA dovessero iniziare a produrre in casa diversi beni finora importati, finirebbero per pagarli molto di più. Così facendo Trump condurrà gli USA alla rovina“. Tutto giusto eh, ma Blocher ignora una cosa. E anche bella grossa. Rinunciando agli Accordi bilaterali come vorrebbe molta ultradestra elvetica, lo scenario da lui paventato per gli Stati Uniti di Trump si verificherebbe in Svizzera.

Cosa c’è di più protezionista che rinunciare ad Accordi, anche commerciali e sulla ricerca, con 500 milioni di vicini di casa che ti circondano? Se Blocher ritiene che le ricette trumpiste condurrebbero gli Stati Uniti alla rovina, deve iniziare a chiedersi se anche il celodurismo suo e del suo partito sia efficace in un mondo sempre più globalizzato, dove persino un leader cinese arriva a farti l’elogio del libero scambio.

In tempi bui come questi, bisogna essere chiari e chiamare le cose col loro nome: chi concorda con Trump e il suo protezionismo, il suo voltar le spalle ai rifugiati, la sua politica economica, i suoi rapporti con Putin è un traditore. Sì, un traditore: dei valori occidentali, della realtà consolidata, di quanto di buono per secoli il nostro continente ha prodotto. Ed è un traditore anche nei confronti della Svizzera. Come può un Paese trilingue e multiculturale di natura, che ha dato i natali a Rousseau, alla Convenzione di Ginevra e Max Frisch, sposare tutto ciò che rappresenta Donald Trump?

Sembra l’abbia capito Christoph Blocher. Attendiamo fiduciosi Marcello Foa e Lorenzo Quadri.

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