Boris e Ferrara, giù legnate

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Piccola polemica tra Boris Bignasca e Natalia Ferrara. La vivace presidente del PLR di Stabio aveva chiesto le dimissioni del Consigliere leghista Graziano Della Casa, arrestato per truffa e ormai già parzialmente reo confesso. Dunque non abbiamo nemmeno la presunzione d’innocenza. La Lega, ormai abituata meccanicamente a certe reazioni, invece di tacere attacca, come suo solito, anche quando non ha nemmeno una freccia al suo arco, ma solo freccette spuntate da pub.

Un consigliere comunale arrestato e reo confesso è un problema per ogni partito o movimento. E la persona in questione dovrebbe, per decenza e per amore del suo partito, farsi da parte. Chiederne le dimissioni è pertinente e doveroso. Difatti, le dimissioni le hanno date subito anche gli altri due leghisti finiti nell’occhio del ciclone: Graziano Pasta, finito nel mirino della giustizia per gli inciuci coi suoi dipendenti o Lokman Ibraimi, ancora prima delle elezioni, per le sue idee filonaziste smascherate proprio da Gas.

Ma Boris Bignasca, come i bambini dell’asilo, tira in ballo il processo per rissa che aveva coinvolto un giovane liberale l’anno scorso. A parte che, come già detto su questo portale, due cretinate non si eliminano da sole, la questione qui è più pesante. Scrive Bignasca: “….come mai il PLR, non dice niente riguardo al giovane liberale radicale condannato per aver aggredito un passante al Ciani, proprio poco dopo un loro congresso?”

Il condannato per rissa era un membro dei GLRT di Sciaffusa al congresso svizzero dei GLRT che, ciucco come una capra, aveva aggredito un tizio al Ciani. Episodio vergognoso e riprovevole, ma non di responsabilità del PLR ticinese. Inoltre il tizio non rappresentava i ticinesi in Municipio o in Consiglio comunale, come i tre leghisti di cui parliamo in questi giorni. E se vogliamo fare i sofisticati, che ci dice allora Boris della rissa al margine della festa leghista al bar Böcc di Lugano? Boris allora smentì, ma non è forse vero che un simpatizzante leghista finì all’ospedale per colpi ricevuti da un altro convenuto? E allora che facciamo Boris? Facciamo a chi ce l’ha più lungo? O vediamo di rispettare le istituzioni candidando gente decente? Perché scusa eh, ma tre in tre settimane sono un po’ troppi anche per voi, che siete di bocca buona. L’amore per il Ticino e la sua gente si esprime anche col rispetto, e candidare questa gentaglia non è proprio un gesto di rispetto.

E Natalia Ferrara, uno scricciolo con artigli da tigre, non si lascia certo mettere via da Bignasca, e gli risponde perentoria, tra le altre cose:

“Martedì vengo a stringerti la mano in Gran Consiglio, così ti ripeto bene che mi chiamo Natalia Farrara, non più Micocci. Scoccio ancora, sì, però lo faccio in faccia, direttamente e pubblicamente, e non fra i quattro amici miei che non fanno che darmi ragione. Se vuoi continuare a spararle grosse, stai pure qui fra i tuoi, se invece vuoi crescere, prego, esci nel mondo e difendi le tue posizioni.”

E siamo certi che Ferrara lo farà. Meno certi siamo, che Boris riuscirà ad alzare gli occhi dal pavimento.

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