“Caccia all’uomo (nero)”

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Nella giornata di lunedì la polizia di Como ha dato vita a un’autentica caccia all’uomo nelle strade della città, nei luoghi abitualmente frequentati dai migranti e in quelli che danno loro rifugio. Nello specifico: l’oratorio di San Rocco, il piazzale del centro diurno del Don Guanella, Piazza Vittoria, Piazza Camerlata e Giardini a Lago. Complessivamente sono state rastrellate una cinquantina di persone prive di documenti o presunte tali, di diversa età e nazionalità. Queste persone sono state portate alla sede della polizia di frontiera da dove circa trenta migranti “irregolari” sono stati deportati a Taranto, nell’ottica di un rimpatrio quasi certo. Un gran numero di persone testimonia il carattere violento e razzista del rastrellamento: manette, pestaggi e identificazioni forzate di chiunque non fosse bianco, inclusi due studenti medi che prendevano il bus dopo la scuola. A chi ha provato a filmare l’episodio è stato distrutto il telefono. Dopo solo due giorni dalla sua entrata in vigore assistiamo all’efficientissima attuazione del decreto Minniti, colloquialmente ribattezzato dalle forze dell’ordine “pulizia della città” dai migranti ritenuti irregolari, un numero sempre in crescita. Esporre persone già vulnerabili alla violenza istituzionalizzata di questi nuovi rastrellamenti rappresenta una intollerabile escalation nel clima di terrore imposto sui migranti e in città. In questo contesto di razzismo istituzionale, cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione?

Volontari di Rebbio

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