E adesso Norman? Italiani anche questi?

Di

Caro Norman, scusa se ci sentiamo un po’ amareggiati e anche un po’ presi per il sedere. Dopo l’incidente diplomatico con l’Italia, che si è giustamente risentita dopo essere stata fatta passare per la patria di tutti i truffatori, ecco saltare fuori dal tuo dipartimento altri due impiegati indagati. Svizzeri, come era la patrizia di Chironico arrestata precedentemente e ritenuta, da voci ricorrenti, la mente dell’inghippo. Alla conferenza stampa di oggi sghignazzavi di fronte a un presidente del governo evidentemente seccato, Beltraminelli, che ha definito “infantile” il tuo modo di rispondere al Tages-Anzeiger.

Ora tu sarai anche furibondo e deluso, ma lo siamo anche noi. Che cavolo di colabrodo è il tuo dipartimento? Il DI, in un comunicato scrive (riprendiamo da TIO):

“il Dipartimento sottolinea come nei nuovi casi emersi in queste ore sia venuto a meno il rispetto degli obblighi e dei doveri dei collaboratori: «Si tratta pertanto di azioni che sfuggono al controllo del datore di lavoro e che non possono essere prevenute attraverso procedure interne più severe o riorganizzazioni degli uffici trattandosi di gravi mancanze nell’ambito della cultura professionale e dell’onestà del singolo individuo”.

Azioni che sfuggono ai datori di lavoro? Eh no, qui non si parla del commesso che si è fregato i soldi della cassa: qui si parla di un ambito sensibile, dove si forniscono documenti ufficiali. Non è ammissibile che tutte queste persone avessero, senza un controllo, la possibilità di fornirli come se fossero caramelle. E come farà fronte il DI alle infiltrazioni malavitose, come paventato da più parti, visto che le cosche si stanno riconvertendo con grande velocità, se non siamo in grado di garantire nemmeno che dei servizi fondamentali come il rilascio di permessi funzionino alla perfezione? Che fine ha fatto inoltre il progetto pilota di controllo varato nel 2005 presso il DI? Come mai non è stato esteso a mantenuto o rinnovato? Ah già, tu non c’entri.

E poi, Norman, hai toppato. Prima dicendo che l’inchiesta era partita dall’interno, quando poi si è venuti a sapere che la segnalazione era venuta dalla polizia kosovara alla Segreteria di Stato che a sua volta ti ha avvisato. In seconda battuta, invece di deprecare semplicemente i fatti e dichiarare che le indagini erano in corso, hai rilasciato alla stampa dichiarazioni da bar, accusando l’italiano naturalizzato, scordandoti della complice patrizia di Chironico. Poi accusi la gestione precedente, anche se il DI è in mano tua da 7 anni. E alla fine caschi dalle nuvole fingendo furia e sdegno per gli altri due (svizzeri) indagati. Speriamo per te che la cosa finisca qua, e ci piacerebbe anche evitare scivoloni che mettono in forse le relazioni con l’Italia, che non è un nemico da combattere, ma un vicino da rispettare, anche solo perché una bella fetta delle nostre relazioni commerciali le abbiamo con lei.

E rispetta governo e cittadini evitando risate inopportune quando rispondi a domande che metterebbero in imbarazzo anche un elefante.

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