E le foibe?

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L’altro giorno un articolo apparso su questo portale, dedicato al Capo del DI Norman Gobbi, ha scatenato un vivace dibattito. L’articolo faceva leva sulle ultime vicende accadute all’interno del dipartimento diretto da Gobbi per chiedere le dimissioni di quest’ultimo. Un articolo forte, carico, e che come previsto ha scatenato un bel polverone, facendo comparire molti frequentatori occasionali di GAS, che proprio per questo articolo sono arrivati a commentare e a difendere il ministro leghista. Ma in che modo? Andando a leggere i commenti difficilmente troverete tesi a difesa di Gobbi, più che altro sembrano difese per partito preso, senza argomentazioni valide da portare. Alla fine il destraiolo ticinese del 2017 non si allontana molto dai suoi colleghi dei vari movimenti sociali italiani degli anni ‘70, i Casa Pound o i Front National più recenti.

Più di un commento partiva con illazioni contro i $ini$troidi, su quello che hanno fatto o non fatto, del peggio che sono e fanno rispetto all’intoccabile SuperNorman. È come quando si intavola un discorso sulle questioni razziali e finisci a parlare dell’orrore di Auschwitz come punto estremo dell’orrore umano sull’uomo e di tutta risposta la tua controparte ribatte con “E i gulag di Stalin? E le Foibe?”. In poche parole giustificare il male con altro male fatto da altri, come se la storia umana fosse retta tutt’ora dalla legge del taglione descritto sul codice di Hammurabi.

-Perché Gobbi non si dimette?- risposta: E la Bosia Mirra allora?

A parte che a una domanda non si risponde con una domanda. Ma pensare di difendere la causa senza un minimo di argomentazione, ma cercando ancora di denigrare l’avversario, è sintomo di mancanza di argomenti e già questo basterebbe per chiudere la discussione e decretarsi vincitori a tavolino. Che a noi di sinistra piace star lì ad argomentare, a fare della dialettica, ma ormai li conosciamo, non serve. Non serve perché ti riportano sempre e comunque lì, a dover ricominciare da capo e non perché non sei bravo a spiegarti: è che a loro non frega un cazzo delle tue spiegazioni. Loro porranno sempre la stessa domanda, perché è l’unica che hanno .

Sinceramente dispiace per Norman che si faccia difendere da gente così, che non sa trovare in lui e nel suo operato alcun tipo di appiglio per distruggere una tesi che propende per le sue dimissioni se non quella di tentare di rigirare la frittata oltraggiando l’altro con insulti e insinuazioni. Un’ammissione dell’errore, giustificata dagli errori degli altri. Quindi Gobbi sta lì dov’è non perché è bravo, ma perché anche se sbaglia pure gli altri sbagliano. Allora giustifichiamo Caino perché Abele era uno stronzo e giustifichiamo Auschwitz con le Foibe.

Tutti assolti, e avanti così.

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