“È tutta colpa di Dadò”

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(Questa rubrica si fa del male da sola a raccogliere e commentare le migliori perle che ci regala il Mattino. Uno sporco lavoro, ma che qualcuno deve pure fare)

“E adesso il buon Dadò crede di potersi rifare una verginità davanti al 70% dei ticinesi TRADITI dal suo partito con la pagliacciata del referendum cantonale sul nulla? Questa è una penosa operazione di marketing, anzi di “marchetting”! Ma chi si crede di prendere per il lato B?”

 Ribadendo l’ovvio, ma che in quanto ovvio sfugge al leghista medio, cioè che non si tratta del 70% dei ticinesi ma del 70% dei votanti ticinesi, facciamo sommessamente notare una cosa: la stessa UDC ha in questi mesi ammesso che il 9 febbraio era fuffa. L’ha detto Pierre Rusconi, ad esempio, asserendo che il partito di Blocher ha sempre pensato fosse inapplicabile. Invece che prendersela con chi non c’entra niente e con chi nemmeno siede a Berna, quei genialoidi del Mattino potrebbero spiegarci perché continuano a fregare il popolo proponendo iniziative inapplicabili. E già che ci siamo: l’assenteista Quadri potrebbe spiegare ai suoi lettori che combina in Parlamento quando fa la grazia di presentarsi?

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