Gli italiani scrivono a Gobbi

Di

Norman Gobbi ha creato un incidente diplomatico con le sue dichiarazioni. Si è scomodato addirittura l’ambasciatore italiano a Berna. A noi, però, piaceva sapere cosa ne pensavano gli italiani, i nostri parenti, i nostri amici, quelli che vivono e lavorano qua, anche da decenni magari. Ho dato voce a loro per una volta, convinto che ne sarebbe uscito un articolo migliore, dal fondo dell’anima. La parola a loro allora:

Io sono venuto a conoscenza delle dichiarazioni di Gobbi grazie a un piccione viaggiatore, perché qui in Italia non ci sono mezzi di comunicazione basati sulla tecnologia. Purtroppo la civiltà da noi non è ancora arrivata. Per protestare ho fatto un’incisione rupestre nella caverna in cui vivo, molto apprezzata dai miei connazionali.

Danilo

Nato a Zugo, papà di Roma, mamma di Pescara, io italiano! Ero ragazzino ed ero il “teron”, oggi mi sento dire la stessa cosa da un politico della sua caratura? Ospite indesiderato da bimbo, ospite indesiderato a 50 anni! Eppure abbiamo costruito il Ticino.

Fabio

Gobbi=Salvini. Parlano perché hanno avuto dalla nascita il dono della parola. Sicuramente non connettendo il contenuto della scatola cranica. Ammesso e non concesso che ci sia qualcosa all’interno.

Roberto

Sai….mio papà ha lavorato solo 45 anni in Ticino….e quello che ha detto Gobbi fa tanto male….noi siciliani ci mettiamo il cuore in quello che facciamo caro Corrado…ricordi l’inno svizzero alla stralugano?….ero orgoglioso di cantarlo al 10′ anno della manifestazione…

Alessandro

Io oltre che italiano sono siciliano. Sono sentitamente offeso perché Gobbi non ha detto “mafia” nemmeno una volta. Vado a spolverare la lupara.

Marco

Avendo il passaporto ed essendo italiano a pieno titolo ribadisco che in Italia il sig. GOBBI non se lo caga nessuno anche perché non lo conosce nessuno tranne, loro malgrado un modesto numero di frontalieri. Quando parlo di Gobbi, a Como pensano che mi riferisca ai tifosi juventini.

Cosimo

Visto che San Valentino si avvicina, mi viene in mente che il rapporto Italia Svizzera è un po’ come un amore non corrisposto. L’Italia ama tutto della Svizzera, la vede perfetta. Meglio della troppo raffinata Francia o della algida e maestrina Germania. L’Italia fa di tutto per rendersi bella agli occhi della Svizzera: manda gli italiani a lavorarci, aiutando la sua economia e le regala nuovi cittadini, i quali si dimostrano talmente fedeli alla Svizzera che un’ora dopo ottenuto il passaporto rosso rinnegano loro origini. Ma la Svizzera non vuole proprio saperne: respinge le avance dell’Italia. Aggiungo questo: sono italiana e orgogliosa del mio Paese. Per motivi di studio, di formazione e per indole cosmopolita ho trascorso periodi in Germania, Austria e Lussemburgo. La vita poi mi ha portato in Ticino. Tutto bellissimo e funzionante, ma dal lato umano, a differenza che nei Paesi sopra citati, mi sono spesso sentita un’ospite indesiderata, una risorsa di cui non c’è bisogno perché comunque la mia formazione, siccome non svizzera, è in qualche modo inferiore.

Roberta

Nata e vissuta in Svizzera da genitori italiani che si sono fatti un mazzo tanto, come molti altri, con onestà, svizzeri e non. Svizzera per scelta molti anni dopo, con l’arrivo della maturità e la voglia di poter finalmente appartenere totalmente a questo Paese. Poi arriva un personaggio come Gobbi e scopri che non sarai mai svizzera fino in fondo e che, diciamolo, gli italiani sono scansafatiche e se possono truffano. Eccome se truffano. Cosa vuoi dire: incassi, sperando che prima o poi una giustizia ci sia veramente e gente come Gobbi e i suoi leghisti paghino per tutto il livore seminato. Non succederà mai, ma io continuo a crederci. Perché sì, si sa, noi italiani siamo degli inguaribili sognatori.

Anna

Non riesco a mettere Gobbi e attività neuronale sinaptica ovvero pensare nella stessa frase

Alessandro

Sono italiana ma cresciuta in Ticino tra scuole ticinesi e lavori nella radiofonia ticinese. Quando ho letto ciò che ha dichiarato , mi sono sentita, per l’ennesima volta, impotente di fronte l’ignoranza e l’istigazione che purtroppo,non da sempre però,regna sovrana in questo piccolo cantone della Svizzera ITALIANA. La lingua , il cibo e tanto altro ,siamo della stessa famiglia. Basta adesso!!!

Laura

Cosa ti devo dire Corrado sono da 42 anni in Svizzera e quando ho letto cosa ha detto l’orsetto lavatore mi sono sentita ancora una volta un’ospite indesiderato

Teresa

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Victor

La civiltà non ha nazioni o colore della pelle. Mettiamoci anche la lealtà, l’onestà e la fiducia. Sono molte le persone con questi ideali. Il mondo vissuto in questo modo non ha bisogno di chiavi e catene. Sono pochi quelli che questi ideali non li considerano nemmeno in minima parte e i loro atti fanno solo danni a tutto il resto. Un mondo solo per loro vissuto per l’eternità sarebbe un inferno che dura poco. Cosa rende difficile l’utopia di un mondo migliore ?

Maurizio

Problema inesistente: non è ciò che si dice, ma chi lo dice. E Gobbi è ininfluente al di fuori del Ticino. Il problema è tutto vostro, noi abbiamo i nostri da grattare.

Daniele

A me preoccupa questa situazione ho due figli e onestamente farli vivere in un cantone xenofobo mi fa paura

Micaela

Avete presente quando gioca l’Italia contro una squadra qualsiasi. Burkina-Faso per esempio? Swaziland? Martinica? Haiti? Suriname? Antigua e Barbuda? Potrei andare avanti ma mi fermo qui. Entri al bar, e qualsiasi persona abbia almeno un antenato nato sul praticello de Grütli tifa per l’altra squadra. Anzi no, non tifa per l’altra squadra : tifa CONTRO l’Italia. Io mi sento offeso di fronte a tante persone grezze e tignose. Dopo aver contribuito con 40 anni di lavoro a costruire qualcosa di buono qui in Ticino vengo ancora considerato un cittadino di serie B perché “svizzero di carta”. Perdonatemi lor signori patrizi di nonsodove, ma mi viene voglia di mettere in moto la macchina dei calci in culo.

Fabrizio

In quasi 40 anni dal primo permesso B ho dato tanto e ho ricevuto altrettanto. Il razzismo che mi è capitato di sentire mi ha urtato, ma mai ferito: fa parte dell’uomo in qualsiasi paese (chiedere agli inuit del nord cosa pensino di quelli del sud…). Solo che adesso si é trattato di una specie di avallo, quello di un ministro. Questo pesa.

Feo

Sono italiano, vivo e lavoro con orgoglio in Svizzera. Tifo per l’HC Lugano, vado alla Resega e faccio la spesa alla Migros. Mi dispiace che Gobbi abbia questa opinione degli italiani, perché forse ignora quanti di noi siano seriamente integrati nel paese e innamorati della Svizzera. E quanto contribuiscano a renderla competitiva e orgogliosa dei suoi figli, naturali come adottivi. Comunque mi sento meno solo quando vedo che anche il Mattino ha il redattore italiano. Ed ex frontaliere, cosa che io non sono mai stato.

Armando

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