Gobbi, rispondi una buona volta!

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Qualche domanda a Gobbi, visti anche i nuovi sviluppi, andrebbe fatta. Mica tanta roba, quattro domandine quattro, a cui però sarebbe bello avere delle risposte. Ponetevele anche voi, e domandiamoci che razza di ministro abbiamo. Ma tanto Gobbi non dirà mai nulla, è la sua linea. Ignorare totalmente le domande imbarazzanti, d’altronde ai suoi scherani non deve spiegare nulla, sono come lui. Eccoci comunque qui, perché anche noi siamo ostinati, a porre qualche domandina:

È vero che la donna arrestata in merito alla querelle dei permessi facili, quella licenziata l’anno scorso per un provvedimento disciplinare, è una patrizia di Chironico, Leventina?

È vero che, secondo indiscrezioni, sarebbe lei la mente del piano per la truffa in dipartimento?

È anche vero che la signorina in questione era leghista e aveva fatto campagna propagandistica elettorale per l’onorevole Gobbi?

Alla luce di quanto scritto sopra, trova opportuno Gobbi assumere dei leventinesi in posti sensibili per l’Amministrazione cantonale?

La recente notizia del capo dell’esercito allontanato da Parmelin per l’uso disinvolto dei soldi pubblici è in questi giorni su tutti i giornali. Era meglio assumere un Danese? (sono i meno corrotti nell’indice della classifica CPI).

Si ricorda, Gobbi, una quindicina di anni fa chi mise la Lega nella sottocommissione d’inchiesta per i permessi di dimora? Luciano Poli, condannato a 12 mesi nell’ambito del Ticinogate per concussione con la ‘ndrangheta.

Verrebbe da piangere. Cose del genere dovrebbero far arrossire un politico, ma per Gobbi e i capoccioni della Lega ogni vergogna è una medaglia da appuntare al petto. Sostenere Gobbi è legittimo, ma è anche legittimo porsi delle domande su di lui e su chi lo circonda.

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