Il clown dell’UDC va in scena

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In Svizzera, in quest’epoca, il razzismo sta rasentando certi picchi che sembra di essere nel paese delle meraviglie di Alice. Lasciamo correre Gobbi che ritiene che gli italiani non siano funzionari onesti, o il leghista di Paradiso in odore di nazismo. Lasciamo perdere Massimiliano Robbiani e le sue interrogazioni sulle piaghe infettive portate dagli stranieri.  E lasciamo anche perdere le performances da guitto alla festa della Lega Nord di Boris Bignasca, che si fa fotografare abbracciato al filonazista Borghezio. A queste cose siamo tristemente abituati.

A lasciare molti perplessi, è stato però l’intervento di un povero disgraziato, un politico UDC di origine indiana naturalizzato svizzero, Neveen Hofstetter. Con la sua cravatta con le pecorelle (quella nera non c’è, peccato) il politico che siede per l’UDC nel Gran Consiglio argoviese si è espresso in modo perlomeno discutibile: “vedo nero per il nostro paese”.

Neveen vede nero per il suo paese. Fa una battuta divertente Neveen sul colore della sua pelle. Il nostro paese non è quello degli altri, no. Gli altri possono schiattare vero? E il fatto che Neveen, probabilmente, provenga dal sud dell’India o da una casta bassa, visto il color ebano della sua pelle, poco importa. Siamo di fronte a delle performances assurde, a delle prese di posizione surrealiste. Ed è buffo che sia l’UDC di Blocher e Freysinger, gente che vede gli stranieri come gramigna da estirpare, a portarle avanti.

“Specchio, specchio delle mie brame, dimmi che è ancora svizzero nel reame”, e ancora “In futuro ci sarà un boom di persone di colore provenienti dall’Africa in rampa di lancio per la naturalizzazione”. Questo è riuscito a dire il nostro nuovo eroe. Ed è tristemente amaro che un indiano, scuro come la notte, sia a un’assemblea di partito e per affermare la sua integrazione debba sventolare lo spauracchio degli africani, che sono un po’ più neri di lui. Chissà se Neveen, nella sua psiche contorta, è felice delle risate dei delegati alle battute sul colore della sua pelle: “Se continueremo così” ha concluso Hofstetter “la vedo nera per la Svizzera… e questo senza guardarmi allo specchio!”

Risate bianche a una battuta del clown nero. E come Mister Chocolat, il clown ottocentesco di colore impersonato dal bravissimo Omar Sy, ci viene da dire: “Mesdames e messieurs, il pagliaccio chocolat va in scena, su il sipario…” O, speriamo, giù il sipario per Neveen, insultato sui social.

Ma a noi non viene più da ridere, rimane in bocca come un gusto acido, di pane di segale. Rimane la tristezza di vedere qualcuno che pugnala dei suoi simili per un granello di accondiscendenza. Come l’iraniano naturalizzato dell’UDC Oreste Pejman, in prima fila per fare da baluardo alle presunte invasioni straniere. Oggi le comiche.

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