Il PS, gli innamorati della vita

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Igor Righini, condottiero della non facile truppa socialista, ci spiega quali sono le rotte da tracciare e i percorsi da seguire per il futuro. Un sentiero arduo e pieno di pericoli certo, ma con la passione nel cuore. Righini approfitta dei recenti problemi interni al DI, per chiedere con forza dei miglioramenti.

Igor, 20 nuovi ispettori del lavoro. La sinistra dice da un pezzo che bisogna aumentarli, dai tempi della Masoni almeno. Come mai non è riuscita a farsi ascoltare?

Lo schiacciante NO alla Riforma III, la vittoria del referendum contro i tagli all’assistenza e cura a domicilio e il 47,5% dei voti contro la riduzione delle prestazioni sociali dimostrano che sappiamo farci ascoltare e convincere anche oltre il nostro elettorato. Siamo sulla buona strada. Lo stesso discorso vale per gli ispettori del lavoro. Vogliamo farci ascoltare e convincere. Abbiamo sostenuto l’iniziativa contro il dumping e il controprogetto come esigenza minima, approvato dal popolo. Oggi lo strumento c’è e il mercato del lavoro esige 20 ispettori del lavoro in più, il potenziale massimo del controprogetto. Abbiamo contestato la proposta di 9 ispettori della Commissione tripartita. Stiamo lavorando per convincere il Consiglio di Stato. Siamo convinti che possiamo fare breccia, sebbene i partiti di maggioranza non abbiano finora dimostrato la volontà politica di risolvere i problemi del lavoro. Il popolo ha appena espresso un messaggio chiaro: oltre agli elettori di sinistra anche quelli dei partiti di maggioranza sono pronti a votare contro le decisioni che fanno gli interessi delle grandi aziende, del grande capitale a danno della popolazione. Siamo convinti che riusciremo a fare ascoltare la nostra musica sebbene i partiti di maggioranza e i gruppi d’interesse che rappresentano cerchino di soffocarla a colpi di tamburo. La sinistra rappresenta gli interessi delle persone che lavorano, del ceto medio basso e di una classe media sempre più precaria. Gli altri partiti ogni 4 anni, per le elezioni, cantano i canti popolari. Poi però spesso e volentieri ballano la musica della grande economia e della finanza. Certo che sentire certi esponenti della destra cantare senza nessun imbarazzo “Bella ciao” è disgustoso.

Tu dici che la sinistra rappresenta gli interessi della classe media, ma questa non sembra ascoltare. Di conseguenza, provocatoriamente, potremmo domandarci a che serva una sinistra che nessuno ascolta. Dopo i risultati della Riforma III, il PS ha delle proposte concrete per risolvere la questione di una riforma fiscale?

Se nessuno ascoltasse la sinistra, non avremmo vinto con lo schiacciante rifiuto della Riforma III. Il PS ha già reso note le sue proposte, bisogna tornare sulla base della proposta del Consiglio Federale. Vogliamo una riforma fiscale equa. Bisogna perciò eliminare dalla riforma i privilegi e i regali alle grandi imprese, gli strumenti che avrebbero permesso loro così tanti sgravi che potuto pagare imposte solo sul 20% dell’utile. Ci vuole una compensazione, un contro finanziamento della riforma, aumentando le imposte sui dividendi o delle rendite finanziarie. Stiamo attenti poi a non pavoneggiarci troppo e fare i ticinesi egocentrici che sanno tutto e che indicano alla Confederazione cosa fare. La politica fiscale va orientata sulla base delle indicazioni del Consiglio federale e delle Camere nel rispetto della volontà espressa dal popolo. Serve innestare la politica fiscale del Ticino all’albero maestro della confederazione; per questo occorre che la nuova riforma fiscale sia concertata anche con i Partiti di minoranza. Il Triciclo non ascolta mai le minoranze, eppure nei fatti la sinistra dimostra di essere molto vicino alla popolazione. Il netto rifiuto della Riforma III dice che i partiti di maggioranza devono essere meno arroganti e ascoltare la minoranza.

La Riforma delle imprese III è stata una grande vittoria della sinistra nazionale, Levrat aveva promesso di battersi più duramente e ha mantenuto la promessa, incassando un bel malloppo. Al Ceneri nel 2016 hai detto che il PS avrebbe fatto opposizione. Vi si vede ancora troppo istituzionali. Manterrete la promessa?

La vittoria sulla Riforma III è stata la vittoria del Partito socialista, noi compresi. Questa vittoria fornisce l’energia alle sale macchine del Partito nazionale come delle differenti sezioni cantonali. Il fatto che in un cantone spostato a Destra come il nostro il Ticino si sia spaccato in due è rappresentativo. A maggior ragione viste le disparità di mezzi messi in campo. Se pensiamo che il direttore del DFE Christian Vitta, solo per fare un esempio, sceso in campo a difendere a spada tratta la Riforma, è stato dentro il televisore per più di un mese, tanto che era ormai di casa; se solo o avesse voluto, avrebbe potuto uscire dallo schermo, fiondarsi sul tuo divano e chiedermi il caffè.

Al Ceneri ho detto che il PS si sarebbe opposto ai disegni della Destra nel rispetto delle regole del gioco. Ed è quello che abbiamo fatto lanciando i referendum e vincendo sulla Lacd dove noi dell’alleanza rossoverde coi sindacati eravamo soli contro tutti gli altri Partiti di maggioranza (PLR, Lega, PPD). Neppure la Lega ha avuto un sussulto alla sua coscienza e ci ha dato una mano almeno sulla votazione in difesa di ammalati ed anziani bisognosi di cure a domicilio. Neppure il PPD, che ora si affretta ad usare il nostro slogan di “Stop ai Tagli”, ha lasciato parlare le anime sociali del Partito: a Fonio dopo il Comitato cantonale i vertici del PPD hanno messo il bavaglio. Alla faccia della libertà d’espressione.

Con “Stop ai Tagli” non si è perso; visto come si erano messe le cose in termini di consenso abbiamo ottenuto un successo insperato. Bisogna continuare su questa strada, andare per le strade a spiegare le ragioni di una politica rispettosa non tanto della volontà popolare, il che è scontato ed implicito, ma dei diritti popolari. Questi sì che devono tornare protagonisti. Poi ricordiamocelo. Il PS è sempre stato un Partito di passionali, di innamorati della vita, di gente che aveva voglia di stare insieme agli altri sino a notte inoltrata. La politica non deve annoiare e il PS deve tornare ad essere appassionante coinvolgendo le persone, dando risposte vere e concrete alle loro preoccupazioni, stando insieme.

È vero, la politica non deve annoiare, ma a volte c’è l’impressione di un partito troppo attendista e prudente, che manca di quella aggressività positiva che la popolazione sempre più impaurita chiede. Non pensi che una svolta più decisa farebbe guadagnare consensi al PS?

Per avanzare in modo deciso bisogna che ogni passo sia solido. Stiamo mettendo in atto una politica attiva, decisa, propositiva. Non abbiamo l’intenzione di partire a spada tratta e di farla bruciare come un fuoco di paglia. Prudenza? Io direi che lavoriamo con un obbiettivo a lungo termine e per questo bisogna valutare. Non prevale la prudenza, ma la solidità del progetto. Che sia duraturo. Questo non ci impedisce di ragionare e fare le cose giuste. Siamo apertamente schierati dall’altra parte nel tentativo di modificare la rotta del bastimento Statale che purtroppo i capitani hanno fatto virare esageratamente a destra. Spesso nell’interesse del grande capitale a scapito della popolazione. A noi il compito di farci ascoltare, correggere la rotta, individuare e sormontare gli ostacoli e i pericoli. A noi il compito di tracciare rotte nell’interesse della collettività dei passeggeri e non di pochi privilegiati. Il PS è deciso e si è schierato in difesa del ceto medio e basso che gli altri partiti troppo intenti a correre dietro alla grande economia dimenticano troppo spesso.

Speriamo che lo Stato non sia però il Titanic! Parliamo d’altro: competere con i partiti borghesi a livello finanziario è impossibile. Ce lo hanno dimostrato numerose votazione, come l’ultima, con uno squilibrio di quasi 20 a 1 (stavolta, straordinariamente è andata bene). I nuovi media sono un’opportunità riconosciuta da tutti, soprattutto i social. Il partito come si muove in questo senso?

Li usiamo come tutti. Sono dei mezzi importanti che occorre sfruttare. Ma attenzione: il mezzo è importante, poi servono anche piloti fidati e sperimentati. Altrimenti senza idee e senza una destinazione ti perderai di certo senza più sapere dove sei diretto. Il PS non può correre dietro agli altri ma deve tracciare le proprie vie in modo chiaro. Poi, una volta chiarite queste cose, le persone qualche viaggio con noi lo faranno di certo.

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