La sinistra che vince c’è, deve solo capirlo

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Inutile girarci intorno: sono tempi duri per la sinistra. In Francia è più che divisa, in Spagna governa con la destra post franchista, in Italia un disastro. E in Svizzera? Beh, in Svizzera, quando vuole, è vincente e protagonista.

La schiacciante vittoria contro la Riforma delle Imprese III è una vittoria che la sinistra e i socialisti devono intestarsi e di cui devono andare fieri. Bisogna uscire dalla auto ghettizzazione che ha caratterizzato lunga parte della storia della sinistra europea, dalla continua lamentatio contro i poteri forti, i poteri economici e i padroni da una posizione sempre minoritaria. Questo referendum la sinistra l’ha vinto perché l’ha voluto vincere, perché è scesa in piazza col megafono, perché è tornata a dire agli ultimi che vuole non siano più ultimi. Perché per settimane ha contestato punto per punto le tabelle, i numeri ufficiali, ha mostrato le conseguenze di una vittoria del fronte borghese. Ha alzato la voce.

La campagna per il referendum sulla RIE III deve essere il punto di svolta per una sinistra svizzera che vuole tornare protagonista: ha tenuto saldamente in mano le redini del dibattito, decidendo i temi su cui spingere, spiegando alla popolazione il vero contendere: ha vinto una autentica battaglia delle idee. E ha dimostrato, piaccia o no, che una sinistra quadrata, che ragiona e spinge sui temi che il suo popolo sente è una sinistra, almeno qui, almeno da noi vincente. Deve solo capirlo, deve guadagnare in autostima e coscienza dei propri mezzi. Deve capire che un popolo, dietro, ce l’ha.

Il sentiero è tracciato, starà a lei dimostrarsi capace di percorrerlo bene. Le premesse, per una volta, ci sono.

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