Lega, non c’è due senza tre

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Ma sono davvero questi i capoccioni della Lega? Che dire, grande tristezza nel vedere quelli che dovrebbero difendere i ticinesi essere sempre coinvolti, come Bignasca stesso, in aziende che non solo assumono frontalieri, ma anche, come nel caso di Tiziano Pasta, vicepresidente del legislativo di Mendrisio, ne sfruttano biecamente lo stato di debolezza.

Una vera porcheria, perché è proprio questa guerra tra poveri che esaspera anche i lavoratori svizzeri che, per colpa di gente come Pasta, si trovano a non poter sopportare una concorrenza leale. Lavoratori sfruttati: l’escamotage? Semplice: assumere operai a metà tempo come muratori e a metà tempo come operai agricoli, impiegandoli però interamente nell’edilizia e aggirando così il contratto collettivo.

Ora Pasta è fuori dal gruppo. Robbiani e compagnia hanno avuto il buon senso di tagliare il ramo marcio della pianta UDC/leghista, ma rimane l’amarezza per un comportamento sfrontato, arrogante e opportunistico. Comportamento che troppo spesso viene alla luce solo quando denunciato da altre istanze. Soprattutto fa specie che queste squallide abitudini vengano da persone che a voce starnazzano contro i frontalieri e il buonismo di sinistra mentre, poi, tranquillamente aggirano le leggi o si fanno un baffo della manodopera nostrana. Vediamo di darci un taglio anche qui, perché essere leghisti non è solo una questione di bandiera e di polenta sotto il capannone commemorando il Nano. Oggi la coerenza tocca anche voi, è finita l’epoca dove si poteva fare quello che si voleva e i voti arrivavano lo stesso.

Con Pasta è il terzo fatto in pochi giorni in cui un candidato leghista incorre in problemi politici o legali, come nel caso di Paradiso o il garagista Consigliere comunale di Stabio arrestato per truffa. La Lega sembra un movimento incapace di garantire un minimo di correttezza da parte dei propri candidati o addirittura da persone già elette. Sembra proprio che l’importante sia fare “ripiena” e guadagnare più voti possibile, piuttosto che occuparsi decentemente del proprio comune.

Tiziano Pasta, nelle precedenti elezioni, inneggiava nei manifesti al “grimaldello” per scassinare la serratura del municipio. Oggi, si trova a dover giustificare cose che, al pari del grimaldello, sono poco attinenti alla legge. Speriamo sia l’ultima boutade a cui la Lega ormai ci ha abituati.

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