Morte in galleria, una porcheria targata Rabadan?

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È di oggi la notizia che il giornalista Matteo Cheda, redattore responsabile dei periodici Spendere meglio e l’Inchiesta, ha postato un video che indica un percorso per accedere a Bellinzona, nel cuore del Rabadan, eludendo i controlli. Cheda, che ha a cuore la sicurezza, ha consegnato il video alla polizia e, come premio, si è visto denunciare dalle FFS.

Abbiamo contattato Matteo Cheda per saperne di più, il quale ci spiega che già tempo fa Michele Cenzi, Consigliere comunale di Bellinzona e direttore dei corsi di nuoto della Città, aveva avvisato la polizia che la via attraverso la galleria era praticata da alcuni giovani per eludere i controlli e non pagare cosi il biglietto. E, di conseguenza, aveva reso attente le autorità dell’enorme pericolo che questo comportava. A quanto pare, la polizia aveva chiesto a Cenzi quale fosse la sua fonte, cosa che Cenzi ovviamente aveva omesso per tutelare il suo informatore ed evitargli ripercussioni con la polizia. Gli agenti, non avendo la fonte, decisero così di non agire.

La questione così si fa pesante. Poteva essere evitata l’orribile morte del giovane comasco? Ma la cosa non finisce qui, perché, in seguito al fermo di Cheda, si è saputo che la polizia ha rafforzato i controlli dalla stazione al portale nord, creando così praticamente l’obbligatorietà, per i furbi, di seguire il percorso più pericoloso. Assurdo. Viene da domandarsi se la nostra polizia abbia a cuore più la vita dei cittadini o gli incassi della società Rabadan. Perché ci rifiutiamo di credere che non ci siano dei legami tra polizia e società Rabadan per quanto riguarda la “sicurezza” del perimetro.

Ma non finisce qui, dicevamo. Le perquisizioni all’entrata sono sistematiche e minuziose, ma chi ha il pass di accesso all’autosilo Cervia può entrare con l’automobile, che non viene perquisita. Esageriamo, ma nessuno impedirebbe di entrare con un mitragliatore nel bagagliaio.

Matteo Cheda tiene a precisare che quello che lo muove è la sicurezza delle persone. “avrebbe potuto essere mio figlio” ci dice al telefono, riferendosi al ragazzo sfracellato in galleria. E fa una proposta per nulla peregrina, soprattutto in merito ai costi e alla sicurezza di Rabadan:

Se si facessero tre ordini di entrata diversi, mettiamo, un biglietto a basso prezzo con braccialetto per i minori, che però non darebbe l’accesso ad alcolici, uno di medio prezzo ma con prezzo maggiorato, sempre per gli alcolici, e un biglietto pieno, si riuscirebbe magari a ridurre il malcontento, a evitare entrate pericolose e suicidali e si ridurrebbe forse il consumo o d’alcool da parte dei giovanissimi. Sembra una proposta così assurda?

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