Poli? E chi lo ha mai conosciuto?

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Si è affrettata la Lega, a dissociarsi da Luciano Poli. In un comunicato affrettato delle 2 del mattino, il movimento di Via Monte Boglia stigmatizzava quelli che ritiene attacchi strumentali del Caffè, dettati unicamente dal’odio. Una “macchina del fango” attuata apposta nei confronti della Lega, solo perché questa lotterebbe contro i poteri forti. Poli sarebbe coinvolto in un inchiesta del 2014 in relazione a dei permessi e a degli affari immobiliari legati a una cosca calabrese. Roba di tre anni fa dunque.

La Lega ricorda che Luciano Poli non siede più in Gran Consiglio per la loro da 10 anni. Lasciò infatti il Gran Consiglio nel 2007, dunque nessun legame si può più ascrivere da quel periodo.

Non è però un caso, ma un dato oggettivo, che due soli anni fa Poli fosse amministratore dello stabile in cui esercitava il noto postribolo Lumino’s, coinvolto nella vicenda che ha visto il gerente del locale, Luigi Girardi, finire sotto processo. Questi, grazie ai favori del municipale leghista di Locarno Silvano Bergonzoli, amicone di Poli, era stato accolto in udienza dall’allora consigliere leghista Michele Barra e aveva poi cercato di ricattarlo utilizzando registrazioni piccanti che coinvolgevano un alto funzionario del suo dipartimento.

Anche allora, a sentire la Lega, i cattivi giornalisti avevano ingiustamente abbinato il nome di Luciano Poli a questi personaggi, alle loro pratiche poco ortodosse e lasciato intendere che avesse in qualche modo contribuito a facilitare i contatti con il Consigliere di Stato leghista. Naturalmente solo maldicenza e calunnia.

Il fatto che Poli amministrasse il palazzo di Girardi è sicuramente un puro caso.

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